Salvata dai medici di Casa Sollievo, ora può tornare nel suo Paese. Commozione e ringraziamenti

“Ora sto bene, i capelli mi sono ricresciuti, ho imparato la vostra lingua e sembro quasi italiana”

Viktoriia è finalmente tornata a casa, in Ucraina, dopo più di un anno di ricovero, esami e corsie di ospedale. È tornata a casa poco prima delle festività natalizie assieme a sua mamma Tatiana, che non l’ha mai lasciata sola.

Era arrivata in Casa Sollievo a causa di una grave malattia del sangue, mentre si trovava a Rodi Garganico. L’aplasia midollare, dovuta ad un insufficiente numero di cellule staminali emopoietiche del midollo, le aveva causato una diffusa carenza di tutte le cellule circolanti.

“Dopo la conferma della diagnosi avevamo due possibilità, o una terapia immunosoppressiva o un trapianto di midollo”, ha spiegato Michele Carella, ematologo responsabile dell’Unità Terapia Intensiva Ematologica e Terapie Cellulari. “Abbiamo scelto la seconda strada per via della sua giovane età e dopo aver verificato la compatibilità del fratello Alessio di 15 anni. Gli abbiamo chiesto di venire in Italia per eseguire la tipizzazione e prelevare le cellule staminali emopoietiche dal midollo”.

Viktoriia e Michele Carella

Dopo il trapianto, nel novembre del 2017, la sua famiglia è rimasta a San Giovanni Rotondo ospite di Casa Zeni, la struttura dell’Ospedale che accoglie gratuitamente i familiari dei piccoli pazienti che necessitano di lunghe permanenze in città e non possono permettersi un alloggio.

Viktoriia, con la voce rotta dalla commozione, ci ha tenuto a leggere un ringraziamento rivolto a tutto il reparto, in particolare ai medici Michele Carella, Emanuela Merla e Dalila Salvatore, “che mi sono stati vicini, assieme a tutto il personale del reparto. Ora sto bene, i capelli mi sono ricresciuti, ho imparato la vostra lingua e sembro quasi italiana”, ha detto sorridendo.

Anche mamma Tatiana piangeva dalla commozione, il peggio è passato. “Vi porteremo sempre nel cuore, voi, Padre Pio e tutti coloro che ci hanno aiutato”. Viktoriia tornerà tra sei mesi per una visita di controllo e poi si spera di non vederla più, perché vorrà dire che è completamente guarita.

Poco prima dei saluti, a Viktoriia e al “suo reparto”, non restava che fare una bella foto di gruppo. Altra commozione mista a tanta gioia. Poi medici, infermieri e operatori socio-sanitari sono tornati subito a lavorare, felici di aver fatto fino il fondo il proprio dovere.