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Home - Di Gioia getta i suoi fedelissimi nello sconforto. Dalla Lega a Renzi, quale sarà il suo futuro politico?

Di Gioia getta i suoi fedelissimi nello sconforto. Dalla Lega a Renzi, quale sarà il suo futuro politico?

Di Redazione
8 Gennaio 2019
in Politica
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L’annuncio social delle dimissioni di Leo Di Gioia dall’assessorato all’Agricoltura dopo la manifestazione dei 3mila gilet arancioni e il tavolo istituito dal solo governatore Michele Emiliano ha sbalordito tutti in Regione Puglia, seppure da mesi la posizione dell’amministratore civico, per il mancato Psr e l’avanzata della Xylella, era molto osteggiata dal mondo agricolo delle altre province e fortemente contestata dal leader Spagnoletti Zeuli, oltre che da Coldiretti e infine da tutte le organizzazioni di categoria.

Durante la sessione di bilancio a molti l’assessore a Bari era parso moderatamente ottimista circa i margini per raddrizzare una situazione obiettivamente molto difficile per motivi, non imputabili a lui.

Ma l’assessore era stanco di stare inevitabilmente sulla graticola. E ha colto anche l’occasione dell’accentramento di potere da parte di Emiliano per dire basta. Il Governatore con quel puntuale commento social gli ha però tolto la possibilità di fare la “vittima”. Ma tant’è. Leo Di Gioia dichiara irremovibili le sue dimissioni. “Andrò fino in fondo”, ha detto a l’Immediato tagliando corto.

Si ha l’impressione che il politico civico voglia “stare fermo” per un po’. Gli osservatori e gli amici escludono che possa essere candidato sindaco a Foggia. Nella Lega il segretario Andrea Caroppo continua a sbarrargli ogni possibile ingresso, come ha riconfermato alla nostra testata. “Non entrerà”.

Le sua scelta ha gettato nel panico molti suoi fedelissimi.

“Obiettivamente la mossa di Leo Di Gioia non la capisco, non vedo una prospettiva nel breve tempo. Che farà? Il candidato sindaco? Le Europee? Le Politiche? Non riesco a capire il disegno. Un conto è fare il generale, un altro è fare il colonnello da consigliere regionale”, dice un suo amico fidato.

C’è chi ipotizza un suo avvicinamento nel partito europeista di Renzi, prospettando una candidatura alle Europee. In quello scacchiere Di Gioia ritroverebbe l’amico collega regionale Fabiano Amati, proiettato verso le Primarie contro Michele Emiliano. Ma molti civici ritengono per lui perdente lo scenario renziano, curato dall’avvocato Michele Vaira a Foggia.

Dure le reazioni dell’opposizione in Consiglio regionale, mentre dal territorio di appartenenza, la Capitanata, da cui era arrivata forte la richiesta di un assessorato all’agricoltura nel 2015 ad Emiliano c’è il silenzio assoluto. Il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo, ex assessore all’Agricoltura, è sarcastico.

“Abbiamo assistito ad una puntata di qualche telefilm americano, tra Di Gioia ed Emiliano su Facebook: il primo annunciava le sue dimissioni ed il secondo le respingeva, commentando il suo stato. È sintomatico della serietà con cui si governa la nostra Regione. Perché da Facebook al teatrino di Emiliano ieri, il passo è breve: il presidente pensa di aver sedato il malcontento degli agricoltori con le dimissioni (annunciate) dell’assessore e la costituzione dell’ennesimo tavolo tematico (sulla cui utilità lasciamo ai posteri la sentenza). Gli agricoltori sono buoni nel dna, hanno sentimenti veri e sinceri, ma non sono ingenui: di sicuro non si berranno questa manfrina. Noi abbiamo denunciato per tempo ogni errore, ritardo o omissione della Giunta regionale ed Emiliano ha sempre difeso l’operato del governo. Se avesse avuto a cuore l’agricoltura pugliese, avrebbe cambiato ritmo tempo fa. Perché il responsabile è chi ha le chiavi della Regione, ovvero il presidente”.

Domenico Damascelli di Forza Italia ha parlato di una “fiction tragicomica”. “Presidente e assessore hanno inscenato una performance, come se il fallimento nella lotta alla Xylella, i pasticci nei bandi del Psr e le gelate fossero problemi scoperti ieri. E, invece, non è così: sono questioni incancrenite che si trascinano da anni, su cui portiamo avanti una battaglia quotidiana in Consiglio regionale: richieste di audizioni, interrogazioni, mozioni e note stampa per aprire gli occhi ad una Giunta che ha deciso – da tempo, non da ieri – di non guardare. Per questo, non solo Di Gioia è arrivato in ritardo, ma Emiliano non può pensare di prendere in giro gli agricoltori: sono anni che il settore primario, vitale per la Puglia, è in gravissime difficoltà”.

Gli 8 consiglieri regionali del M5S Puglia sono molto critici.  “Non sono bastati i danni inquantificabili arrecati da questa Giunta regionale all’agricoltura pugliese tra una emergenza Xylella mai gestita e una gestione disastrosa del PSR mentre tanti agricoltori si sono indebitati per fare investimenti su misure che sono ancora bloccate al TAR. Oltre al danno la beffa: agli agricoltori in estrema difficoltà e a tutti i pugliesi tocca anche assistere alle scaramucce sui social. Ci chiediamo che male abbiano fatto i pugliesi per meritarsi un tale spettacolo da due cariche istituzionali di tale rango della nostra povera Regione. Emiliano e Di Gioia facciano un favore a noi e a tutti i pugliesi, si dimettano entrambi e lo facciano al più presto, torniamo al voto e diamo a questa regione la possibilità di ripartire. La Puglia ha già pagato abbastanza“.

Tags: LegaLeo Di Gioiamatteo renziregione puglia
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