Grano, prezzi invariati alla Camera di Commercio di Foggia. Trattative quasi ferme, i pastai comprano prodotto estero

Giornata di commissione, con la consueta attesa al bar della Cittadella dell’Economia di mugnai, trader e latifondisti

Giornata di commissione prezzi in Camera di Commercio di Foggia, con la consueta attesa al bar della Cittadella dell’Economia di mugnai, trader, pastai, latifondisti e stoccatori. Prezzi invariati anche questa settimana: 36 e 36,50 euro a quintale per il grano biologico e minimo di 22,50 ed un massimo di 23 euro per il grano fino, con peso specifico 78 kg/100L, umidità 12%, spezzati max 6% farinosi 1%, bianconati fino al 20%; nulli 0,50% e  contenuto proteico minimo 12,50%. Non quotati i grani mercantili, buono e duro, con la presenza invece di ben tre quotazioni per lo slavato.  Il grano con peso specifico 77-78 kg si vende a 21,5- 22 euro a quintale, quello intermedio tra 75 e 76 kg quota 20,5-21, mentre lo slavato pessimo, inferiore ai 75 kg, costa 19,5-20 euro a quintale.

Variazioni minime, quindi tra il top di gamma presente sul mercato libero e il peggior grano possibile. Come spiegano alcuni compratori a l’Immediato i grossi mulini, da Casillo a Candeal, sono fermi negli acquisti. “Prendono il grano esterno, macinano quello e lo mescolano ad un po’ di slavato nazionale, ottenendo così il glutine che serve. Adesso trattative ce ne sono poche, a settembre potrebbero cambiare le cose e forse i prezzi potranno subire un lieve rialzo. Quel che è certo è che Divella ha mandato in giro dei fax dicendo espressamente che lui slavato non ne vuole affatto”.

Marcello Di Vita mugnaio e stoccatore di Campobasso era fiducioso prima del responso della commissione prezzi, credeva in un piccolo rialzo rispetto alle mancate variazioni delle scorse settimane. “Purtroppo quest’anno la qualità lascia a desiderare, ci sono grani pre-pioggia e post pioggia, alcune partite tardive dei Monti Dauni sono superiori. Ma le navi sono nei porti, adesso i pastai si riforniscono di grano estero. Diciamo che il nostro è un buon grano mercantile quest’anno. La filiera non mi interessa e non ne ho proposta, per prendere qualche euro in più si rischia molto, anche di perdere tutto l’appezzamento”, dice senza mezzi termini.

Intanto il dirigente di Coldiretti Michele Letizia precisa alcuni elementi rispetto alla chiacchierata di qualche giorno fa con la nostra testata web: “La vostra telefonata mi ha portato ad approfondire quello che per me fino a quel momento era un sentito dire, frutto di notizie giornalistiche. I contratti stipulati dai soci Coldiretti con Divella, attraverso il Consorzio Agrario del Centro Sud, rispondenti ai termini fissati nel contratto di filiera, sono regolarmente rispettati”.

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