Michele, Adriana e il torbido giro a luci rosse. Lui: “Ho le spalle coperte”. Le denunce dei vicini

Nelle 320 pagine dell’ordinanza firmata dal gip, Carlo Protano, emerge l’organizzazione capillare messa in atto dai 9 arrestati nel blitz di Procura e forze dell’ordine

Nelle carte dell’inchiesta che ha portato a nove arresti per il giro di prostituzione scoperto a Foggia da Procura e forze dell’ordine, emerge l’organizzazione capillare messa in atto dagli arrestati. Nel blitz sono finiti in manette Michele Sorrentino, con la sua compagna Adriana Vasiljevic (di nazionalità straniera ma residente a Foggia), Antonio Spadaccino, Stefano Simolo, Maddalena Solomita, Francesco Paolo Giuva, Francesco Paolo Cinquepalmi, Angelo Rosario Antonio Strippoli e Rosario Antonio Strippoli. Tutti si occupavano di reperire appartamenti, spesso spacciati per “B&B”, e reclutare prostitute utilizzando i canali web (il sito bakeca incontri foggia) e il giornale “Piazza Affari”. Inoltre gli arrestati allestivano le stanze con lenzuola sempre pulite, vibratori, gel lubrificanti e decine di preservativi. In una stanza ne sono stati recuperati 9610 gli appartamenti (tutti sequestrati) dislocati tra viale Fortore, via Cosmano, via La Rocca, via Scillitani e via di Motta della Regina, destinati all’attività di meretricio. Tra 7 e 9mila euro il giro d’affari al mese, frutto degli incassi derivanti dagli affitti, circa 50 euro al giorno da ogni prostituta.

Sorrentino e Vasiljevic

Michele e Adriana

Di assoluto rilievo il ruolo di Michele Sorrentino e della compagna Adriana Vasiljevic, quest’ultima ben nota alle cronache per essere stata coinvolta nello scandalo del crac Don Uva e per essersi candidata in Forza Italia alle Amministrative di Foggia nel 2014.

Nelle 320 pagine dell’ordinanza firmata dal gip, Carlo Protano, si legge che Sorrentino “concedeva, all’attività di prostituzione, tre appartamenti, due in via Cosmano, uno in via La Rocca”. L’uomo “contattava telefonicamente le prostitute e prendeva accordi sul loro arrivo nella città di Foggia dove, alcune volte le attendeva presso le sue abitazioni, altre volte le andava a prendere in stazione per accompagnarle nei suoi appartamenti, fornendo loro lenzuola pulite e il materiale utile per esercitare l’attività di prostituzione: si recava anche più volte al giorno presso le sue abitazioni per riscuotere dalle prostitute la somma di denaro concordata e gestiva attentamente la turnazione delle ragazze preoccupandosi di non lasciare mai liberi gli appartamenti. Inoltre garantiva alle prostitute il regolare esercizio del meretricio proteggendole da eventuali interferenze di terzi che potevano intralciare il loro lavoro. L’1 dicembre 2015 mandò via due poliziotti della Questura di Foggia che stazionavano con l’auto di servizio in via Cosmano e in data 21 gennaio 2016 cacciò in malo modo un disabile che spiava le prostitute nelle sue abitazioni”.

E poi c’è lei, la bionda fidanzata, Adriana Vasilijevic, che “concorreva a favorire e sfruttare l’attività di prostituzione del compagno aiutandolo nella gestione dei suoi appartamenti e in particolare lo accompagnava nelle sue case per riscuotere il denaro dalle prostitute. Dava anche consigli al compagno su come tenere sempre occupate le abitazioni e portava la contabilità delle somme riscosse dal compagno e riceveva parte del profitto proveniente dall’attività illecita”.

I clienti

C’è anche uno spaccato piuttosto dettagliato sulla clientela. Alcuni frequentatori dei “B&B” a luci rosse hanno fornito preziose testimonianze agli inquirenti, rendendosi utili durante l’indagine. Tra di loro impiegati di scuola, piccoli e grandi imprenditori, disoccupati e titolari di attività cittadine. 

Le denunce dei vicini

Tra i racconti forniti alle forze dell’ordine ci sono anche quelli di alcuni vicini di casa delle prostitute, stanchi del continuo via vai di clienti ma anche delle sceneggiate che spesso erano costretti ad assistere, come i litigi tra Sorrentino e Vasilijevic, una volta arrivati anche alle mani.

Uno dei vicini, nella denuncia raccolta e inserita nell’ordinanza, spiegò che “spesse volte nell’appartamento di via Cosmano si riunivano anche noti imprenditori edili di Foggia, talvolta pregiudicati che conosco per le note vicende giudiziarie e ho potuto notare anche spesse volte un uomo di grossa corporatura, sempre nelle ore di tarda serata, giungere a bordo di una macchina molto grande, Nissan Patrol nera, che sale in casa e si trattiene per parecchio tempo”.

Un altro parlò di litigi e urla – provenienti dall’abitazione di via Cosmano – tra le prostitute e Spadaccino che dopo aver portato alcuni generi alimentari in casa pretendeva sesso gratis. Lo stesso denunciante raccontò di aver saputo che Sorrentino si vantava di avere “le spalle coperte” grazie alla presenza di un amico in polizia. Quando qualcuno gli faceva notare che la situazione era ormai inaccettabile, Sorrentino replicava stizzito: “Non mi importa niente, è tutto in regola”.

Le minacce a T., disabile

“È handicappato a modo suo, soldi e fica li capiscono tutti quanti”

Ecco di seguito un passaggio dell’ordinanza che denota tutto lo squallore della vicenda. Nell’intercettazione Sorrentino chiacchiera con la fidanzata Vasiljevic del signor T., disabile, cacciato a malo modo per aver spiato le prostitute.

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