Anoressia, due donne morte nel Foggiano. Comunità psichiatrica scossa: “Servono centri specializzati”

Due vittime in poche settimane, la prima era una studentessa universitaria, l’altra una 50enne. Pesa l’assenza sul territorio di una struttura specializzata per le cure

Due donne sono morte per complicanze legate all’anoressia in poche settimane in Capitanata nella primavera 2018. La prima era una ragazza, una studentessa universitaria, che viveva fuori ed è stata portata a Foggia in condizioni molto precarie, con la famiglia in preda all’angoscia. I pochi interventi sanitari possibili, aspecifici e del tutto volontaristici da parte dei medici, non hanno avuto effetto. La ragazza ha avuto un arresto cardiaco e il giorno seguente al suo spostamento in rianimazione sub acuta in stato già vegetativo è deceduta, perché ormai spacciata.

Il secondo caso riguarda invece una paziente cinquantenne, i cui parenti tre mesi fa si erano attivati per un ricovero in una clinica specializzata in Lombardia, Villa Miralago, diretta dallo psichiatra foggiano Leonardo Mendolicchio. Ricovero, che avviene solo dopo autorizzazione dei servizi psichiatrici locali. Le condizioni della donna non erano delle migliori, pertanto si rendeva necessario un primo intervento a Foggia per stabilizzare il quadro. Un mese fa, la donna è stata visitata in Pronto Soccorso, dove è rimasta circa un giorno e mezzo, ma i dottori dei Riuniti non hanno ritenuto di ricoverarla. I parenti dopo un lungo peregrinare hanno trovato un contatto con una clinica privata del territorio (come ci conferma il presidente della struttura convenzionata). Lì è stata effettuata una colon tac a cui, per l’assenza di parete muscolare, è seguita sfortunatamente una rottura dell’intestino, che ha causato un intervento d’urgenza. Da qui il ricovero in rianimazione, dove la paziente è morta.

I due casi hanno scosso la comunità medica e psichiatrica. La dirigente del Csm Rita Di Nunzio però minimizza a l’Immediato: “Non ci sono molti casi a Foggia di disturbi del comportamento alimentare, quelli che arrivano sono tutti seguiti al Lastaria dalla dottoressa Patrizia Bianco”. Il suo omologo del doppio Csm foggiano, lo psichiatra Claudio Massaro, è netto: “La domanda sulla cura offerta a queste due pazienti va fatta soprattutto alla dottoressa Bianco poiché ormai dei DCA si occupano dei servizi specificamente dedicati. Ma a proposito delle due donne decedute bisognerebbe sapere qualcosa in più dei loro casi clinici prima di parlare di ‘anoressia’”.

La dottoressa Bianco svolge attività libero-professionale di psichiatra-psicoterapeuta dal gennaio 2016 alla Asl Foggia Distretto Socio-Sanitario di Lucera all’Ospedale Lastaria. Dal 2014 presta attività di medico specialista ambulatoriale convenzionato nella branca di psichiatria per Disturbi del Comportamento Alimentare. In tutta la provincia la struttura pubblica è limitata alla prestazione della dottoressa Bianco della Asl.

All’ambulatorio si accede con impegnativa del medico curante, tramite prenotazione al Cup al numero 800466222. Nell’ambulatorio lucerino presta servizio anche il dottor Michele Cusano con studio in Via Saverio Pollice a Foggia. Da diversi anni inoltre, grazie al lavoro del dottor Pierluigi Marzocco che si occupava di disturbi dell’alimentazione c’è nel reparto di Neuropsichiatria Infantile un ambulatorio con centro di riferimento e possibilità di ricovero ordinario o in Day Hospital per i disturbi del comportamento alimentare (Anoressia – Bulimia).

“Non so se la patologia sia in aumento in provincia di Foggia – spiega Marzocco -, i dati numerici provinciali non ce li ho, ma c’è una tendenza all’aumento che risulta dai dati nazionali. Qui da noi nel territorio purtroppo non ci sono dei centri specifici, dove poter fare diagnosi e cura, in neuropsichiatria infantile avevamo individuato dei posti letto, ma sempre fino a 18 anni. Ma l’anoressia come la bulimia è una malattia che può avere una fase di scompenso e può durare fino alla età adulta. Il centro più vicino è a Chieti o a Potenza. La dottoressa Sonia Circo, che ho lasciato all’età evolutiva, e la dottoressa Imbimbo stanno proseguendo nel lavoro per queste patologie ai Riuniti”.

Tuttavia l’assenza di un centro dedicato anche agli adulti con possibilità di ricovero e cure specializzate comincia ad essere un peso importante in provincia di Foggia e in Puglia, dopo la morte di ben due donne. Dagli ultimi dati ministeriali emerge che in Italia sono ormai circa 3 milioni le persone affette da DA, di cui i più conosciuti sono anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. L’età di insorgenza dei disturbi si sta abbassando; con bambini di 10-11 anni che già soffrono di anoressia; ma non mancano però insorgenze anche in età adulta, soprattutto nel caso del disturbo da alimentazione incontrollata. Secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono donne. L’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8 nuovi casi per 100mila persone in un anno tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi. Invece, per quanto riguarda la bulimia ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi tra gli uomini.

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