Vaira, stoccate al Consorzio Asi. “Il settore trasparenza del sito è talmente trasparente da non far evincere nulla”

Il legale foggiano evidenzia la totale inottemperanza da parte dell’ente alla doverosa evasione della richiesta di accesso civico formalmente presentata dalla signora Brescia, a.u. della “General Costruzioni S.r.l.”

Mentre il Consorzio Asi è alle prese con la delibera dell’Anac che decreta l’inconferibilità dell’incarico al sindaco Angelo Riccardi e conseguentemente la nullità di tutti gli atti sottoscritti anche da coloro che lo hanno nominato, ossia i soci, l’avvocato Michele Vaira, in qualità di difensore di fiducia della Sig.ra Brescia Daniela (nella foto in alto con Vaira, ndr), amministratore unico e legale rappresentante della “General Costruzioni S.r.l.”, società conduttrice dell’impianto depurativo della Zona Industriale Incoronata, di proprietà del Consorzio ASI-FG, torna sull’argomento che aveva coinvolto la sua assistita. Negli ultimi tempi, dopo la conferenza stampa di Vaira e del collega Gianpaolo Impagnatiello, il Consorzio Asi era riuscito ad entrare nel pieno possesso dell’impianto e ancora oggi lo conduce con proprio personale e con consulenti esterni come l’ingegner Trotta.

A tal proposito Vaira evidenzia che ad oggi deve riscontrarsi la totale inottemperanza da parte del Consorzio alla doverosa evasione della richiesta di accesso civico formalmente presentata dalla signora Brescia relativamente a tutta una serie di documenti e dati contabili per i quali vige obbligo di trasparenza e pubblicazione. “Malgrado quanto previsto ed imposto dalla normativa vigente e, in particolare, nel rispetto della legge n. 190 del 2012, del D. Lgs. n. 33 del 2013, così come aggiornato dal d. lgs. 97/2016 – scrive il penalista – la società da diversi anni non è in grado di prendere visione dei dati contabili dell’ASI, Ente Pubblico Economico. Né è possibile estrapolarli aliunde, atteso che sullo stesso sito web dell’Ente risultano pubblicati unicamente il conto economico e lo stato patrimoniale per l’anno 2015, ed il solo conto economico per il 2016 (quest’ultimo, peraltro, pubblicato solo in data 20 dicembre 2017). Evidente è che trattasi di allegati certamente integranti il complessivo bilancio di esercizio, sebbene da soli non sufficienti né idonei a raffigurare integralmente la gestione contabile e finanziaria dell’Ente”.

Vaira non le manda a dire e coglie sarcasticamente l’occasione per informare il Consorzio e i suoi rappresentanti  che sulla pagina web del sito istituzionale dell’ASI vi è correttamente riportato l’obbligo di cui all’articolo 10 , comma 8, lettera d del decreto legislativo 33/2013 aggiornato al d. lgs. 97/2016 ossia che “Ogni amministrazione ha l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: Amministrazione trasparente» d) i curricula e i compensi dei soggetti di cui all’articolo 15, comma 1, nonché i curricula dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo”. Aggiunge l’avvocato: “Paradossalmente, nella stessa pagina vi è, da sempre, la prova dell’inottemperanza, da parte Sua, dell’obbligo ivi riportato, mancando – per l’appunto – le informazioni previste da tale articolo”.

Vaira allega le varie pagine vuote con omissioni presenti in tutte le aree del sito relative alla trasparenza. Nel settore relativo ai consulenti e collaboratori non è citata nemmeno la norma. “L’archivio bandi è fermo al 2015”, osserva il penalista. Ma qui potrebbe essere anche un dato veritiero, data la notoria lentezza del Consorzio Asi nel procedimenti di gara.

Nelle sue conclusioni il legale è pungente. “Il settore trasparenza del sito è in effetti talmente trasparente da non far evincere nulla. Le sembrerà strano, ma nei settori del sito relativi alla trasparenza e all’anticorruzione non è indicato il suo nome quale Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. O quantomeno, è di difficile rilevabilità con una normale diligenza nella ricerca. Abbiamo, infatti, appreso da recenti notizie di stampa tale sua qualifica. Comprenderà la necessità, da parte nostra, di inoltrare la presente comunicazione anche all’ANAC (sebbene il suo operato sia stato definito “abnorme” dai vertici dell’ASI, noi riteniamo che il suo ruolo sia da tenere nella dovuta considerazione), alla Procura della Repubblica, e agli organi di stampa, alla luce della sistematica riluttanza a riscontrare le nostre comunicazioni e ad adempiere agli specifici obblighi di legge”.