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Home - Docenti e rettori UniFg sotto inchiesta, soldi per la ricerca “dirottati” su altro. Il DA.Re nella bufera

Docenti e rettori UniFg sotto inchiesta, soldi per la ricerca “dirottati” su altro. Il DA.Re nella bufera

Di Antonella Soccio
12 Aprile 2018
in Inchieste
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Il sequestro di pc, file, atti e documenti di 21 docenti da parte Guardia di Finanza al Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente ed in Ateneo, in Via Gramsci, oggi all’Unifg parte da un esposto, divenuto indagine della Procura, dei docenti del Safe Sandro Del Nobile e Diego Centonze. Una brutta storia, che fu ripresa nel luglio del 2017 a livello nazionale dal Fatto quotidiano on line e che ha molto impensierito gli organismi accademici, tanto da annunciare querele in una delibera di Consiglio di Amministrazione. Ma restiamo ai fatti, materia di inchiesta, che hanno generato gli avvisi di garanzia per tutti i vertici, tra cui il rettore Maurizio Ricci, la sua vice la prof Milena Sinigaglia, il direttore del Safe Agostino Sevi, l’allora presidente del Distretto Agroalimentare Regionale, DA.Re. Gianluca Nardone, oggi dirigente dell’Agricoltura in Regione Puglia, il responsabile scientifico di Pro.Ali.Fun, Donato Pastore e persino l’ex rettore, Giuliano Volpe, attuale presidente del Consiglio superiore beni culturali e paesaggistici del Mibact. I due docenti presentarono più di un anno e mezzo fa un esposto in Procura della Repubblica, nelle mani del pm Alessandra Fini, corredandolo di tutta la documentazione allegata con lettere di incarico ai docenti, dalle quali si poteva evincere che i timesheet, ossia le presenze dei prof in gergo tecnico, erano falsi, perché retrodatati.

Finanziamenti europei per la ricerca finiti nel FFO

Tre i mega progetti milionari dei Pon Ricerca&Competitività 2007-2013 per i quali secondo i due professori del Safe, sarebbero stati consegnati documenti fasulli e rendicontazioni irregolari: il Pro.Ali.Fun sulla produzione di alimenti funzionali, l’Info-Pack, acronimo di “Soluzioni innovative di Packaging per il prolungamento della shelf life dei prodotti alimentari (di cui Del Nobile era responsabile scientifico) e il SiMiSa sugli strumenti innovativi per il miglioramento della sicurezza alimentare.

In quegli anni i docenti dell’Unifg, incardinati nel DA.Re, avanzarono a Miur e Comunità europea ben 100 microprogetti, 26 dei quali ideati dal gruppo di ricerca del professor Del Nobile e del collega Centonze, poi finiti nei 3 macroprogetti finanziati. Un fiume di denaro pubblico assegnato col Pon R&C, lo strumento attraverso il quale l’Italia contribuisce allo sviluppo della Politica di Coesione dell’Unione Europea a favore delle aree territoriali più svantaggiate. Per ottenere i finanziamenti erano determinanti le specifiche competenze ed esperienze professionali dei soggetti a capo del gruppo di ricerca. Qualità che i due docenti hanno in gran numero.

La sostituzione

Ma cosa accade nel 2013? I due accademici il 29 maggio 2013 a due anni dall’avvio dei tre progetti di ricerca sono stati rimossi e sostituiti da altri colleghi, perché, come hanno dichiarato nell’esposto, si sono rifiutati di fissare il prelievo dell’Ateneo, l’overhead, al 5% sul totale del finanziamento. Secondo loro, tale prelievo doveva rimanere, come stabilisce la norma, solo l’8% di una specifica voce finanziaria del progetto, già definita nelle “spese generali”, che sono spese non rendicontabili e rappresentano una posta  piccola del finanziamento.

Ebbene, nonostante la nuova squadra accademica di 15 docenti, capitanata dai docenti Severini e Di Luccia, subentrata a Del Nobile e Centonze sia stata incaricata nella primavera 2013, vi sarebbero firme di presenza al progetto già nel novembre 2011. Retrodatate dunque. In base al regolamento dell’Unifg al momento della presentazione e dell’avvio dei progetti l’Università avrebbe incamerato a titolo di autofinanziamento una quota del 10% delle spese generali dei progetti, trattenendo una percentuale da decurtare dal budget del business plan presentato dal docente. Quel 10% però si è trasformato in un 13% (dal precedente valore di 8%) sulla quota totale del finanziamento.

Nella seduta del CdA dell’Università tenutasi il 26 febbraio del 2013 l’allora pro rettore Giuseppe Carrieri ha ricordato proprio la riduzione del FFO del 5%, pari ad una decurtazione di 5 milioni di euro nel periodo 2008-2012. Fu nominato un gruppo di lavoro che ebbe il compito di modificare il regolamento in materia di autofinanziamento. La soluzione è stata paradossale per i due autori dei progetti: l’overhead dal 10% delle spese generali fu innalzato al 13% modificandolo retroattivamente. Fu per innalzare i fondi ordinari e sopperire ai tagli di 5 milioni di euro che l’Unfg andò in deroga al regolamento e si retrodatarono le presenze dei docenti.

Anziché prelevare una percentuale minima, per spese di funzionamento della macchina amministrativa e delle aule e dei laboratori da quanto stilato nel progetto, l’Unifg ha deciso di trattenere il 13%, una somma enorme, depauperando così di fatto i progetti per l’operatività della ricerca. Una beffa, secondo i due accademici denuncianti, perpetuata in ragione della prioritaria esigenza di raggiungere i livelli di FFO dell’Unifg. A tutto discapito ovviamente dei progetti di ricerca. Mai nulla di quanto era previsto, dalle mozzarelle con la shelf life prolungata agli alimenti funzionali, andò infatti mai in produzione.

Tags: DareFoggiaGuardia di FinanzaRicciSeviUniversitàVolpe
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