“Il tuo ex uccide tua figlia e tu stai su Facebook”. La madre di Nicolina bersaglio della Lucarelli

“Il tuo ex spara in faccia a tua figlia quindicenne, l’ammazza e tu trovi il tempo e la voglia di scrivere anatemi su Facebook e rilasciare interviste a Mattino 5”. Il caso di Ischitella, finito su tutte le prime pagine nazionali, è stato ripreso anche da Selvaggia Lucarelli, volto noto de Il Fatto Quotidiano oltre che blogger seguitissima sui social network. Nel mirino della Lucarelli, la signora Donatella Rago, madre di Nicolina Pacini, la 15enne uccisa da Antonio Di Paola ieri mattina in via Zuppetta a Ischitella.

L’uso smodato dei social al centro del post scritto oggi dalla Lucarelli. L’attenzione è tutta rivolta al profilo Facebook della madre della ragazza che, pochi attimi dopo l’agguato a scapito della figlia, si è lanciata in invettive contro il suo ex. Frasi, faccine e condivisione di articoli (centinaia i commenti sotto l’ultimo post) mentre si consumava il dramma della ragazzina, finita al centro di una vendetta trasversale ordita e premeditata – secondo gli investigatori – dal 37enne Di Paola.

La Lucarelli tira in ballo uno dei casi più controversi degli ultimi anni, quello relativo all’omicidio di Yara Gambirasio: “E allora penso ai genitori di Yara – scrive ancora la blogger -. Mai una frase ad effetto a favore di telecamera, mai un’intervista, mai una parola rabbiosa nei confronti dell’assassino della figlia.
Solo poche parole limpide e piene d’amore per la figlia, che il papà pronunciò in aula (e solo in aula), ben 5 anni dopo la morte di Yara, nel 2015: ‘Era il collante, il sale della nostra famiglia, ogni cosa la faceva con una capriola, una giravolta. Era sempre allegra e sorridente: era il prezzemolo della nostra famiglia, Yara era la mascotte di casa’. Ecco, i figli si amano anche così. Anche dopo. Avendo cura del loro ricordo, rifiutando l’idea che sulla loro faccia finisca la banda ‘esclusiva’. E scusate, ma tra annunci di confessioni del figlio annunciate in diretta, sceneggiate pugliesi (riferimento ai genitori dell’assassino di Noemi Durini nel Leccese, ndr), madri che si sfogano su Facebook col corpo della figlia ancora caldo, in questi giorni l’umanità mi fa più orrore del solito”.





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