Ischitella, denunce contro Di Paola non considerate. Ministero apre indagine

Nicolina Pacini (foto Facebook)

Il Ministero della Giustizia ha chiesto lumi per quelle denunce – probabilmente non considerate appieno – nei confronti di Antonio Di Paola, il 37enne che ha ucciso la giovane Nicolina Pacini ad Ischitella. Sono stati richiesti, infatti, elementi conoscitivi più dettagliati alla Procura di Foggia. “Credo che sicuramente la parte repressiva deve agire con tempestività come è avvenuto e sta avvenendo – ha detto il ministro, Andrea Orlando -. Se non c’è stata sufficiente attenzione nella fase in cui si poteva intervenire preventivamente lo verificheremo”.

Ma Di Paola, ha fatto sapere il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Aquilio, “più volte era stato sottoposto a perquisizioni domiciliari, tutte con esito negativo. Quella pistola, inoltre, non è mai stata trovata nella sua disponibilità. Deve essersela procurata poco prima dell’omicidio”.

Oggi Donatella Rago, madre di Nicolina, ha riferito che ieri sera l’uomo le aveva inviato un sms piuttosto inquietante: “Sono pronto”, questo il contenuto del messaggio.

La donna prima di essere ascoltata dai carabinieri, ha visitato la salma della figlia ed è poi tornata ad Ischitella, dove persino alcuni suoi parenti l’accusano di aver pensato più a se stessa che al bene dei propri figli. “Solo noi sappiamo cosa abbiamo patito – ha detto la donna – avendo vissuto con quell’uomo. Io e Nicolina eravamo sorelle e amiche, ci confidavamo reciprocamente i nostri segreti”.

Intanto Francesco De Filippis, cugino della Rago, ha detto che Di Paola era pericoloso e girava armato. E ai microfoni dei cronisti ha lanciato accuse anche contro i carabinieri. 

Domani intanto sarà dato l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia sui corpi di Nicolina e del suo assassino, poi suicida.