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Home - Il nuovo business criminale di Cerignola: le targhe auto. “50 euro e te la riporto”

Il nuovo business criminale di Cerignola: le targhe auto. “50 euro e te la riporto”

Di Michele Cirulli
31 Agosto 2017
in Inchieste
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La nuova frontiera dell’estorsione, a Cerignola, è il cavallo di ritorno sulle targhe. “Ti hanno rubato la targa, se mi dai 50 euro te la riporto io”. I malviventi, generalmente giovani, suonano al citofono e informano le vittime proponendosi come intermediari; molto spesso la trattativa è diretta, perché a rubare le targhe dell’automobile sono proprio coloro i quali si propongono di trovare i ladri. Cinquanta euro è il prezzo standard, ma non è detto che il compenso non possa scendere anche a venti o trenta euro. Cerignola battezza un nuovo business criminale che sembra non avere eguali in Italia: il cavallo di ritorno delle targhe automobilistiche. È da circa un anno che piccole batterie, con ogni probabilità costituite da under 25, fanno razzia di placche metalliche alfanumeriche e provano ad alzare modesti gruzzoletti attraverso estorsioni mascherate ricalcando quanto già succede con i furti d’auto.

Il vicequestore, Loreta Colasuonno

Le somme guadagnate servono un po’ per le spese di tutti i giorni, la maggior parte invece per i vizi e per rifornirsi di droga. Eppure succede puntualmente, ad ogni ora del giorno, perché la richiesta effettuata è assai risicata rispetto a quanto si dovrà impiegare per denunciare lo smarrimento e provvedere, per il tramite della motorizzazione, alla sostituzione della targa. Per questo al momento presso il commissariato di polizia di Cerignola le denunce scarseggiano: “Ne abbiamo preso uno un anno fa, era un ragazzo che si occupava di furti di targhe. Se il fenomeno è così diffuso, lo stesso però non si può dire per le denunce. Il mio appello è quello di allertare sempre e comunque le forze dell’ordine e non rendersi complici alimentando questo sistema. Se tutti pagano, anche piccole somme, allora questi ladri saranno sempre agevolati. E non può passare l’idea che “conviene”, perché a questo punto potrebbe convenire tutto, ma vivremmo solo in uno stato di illegalità diffusa”, commenta il vicequestore aggiunto Loreta Colasuonno. La richiesta di denaro per la placca metallica è tarata su un semplice ragionamento: denunciare il furto alle autorità competenti e recarsi in un centro di pratiche automobilistiche che attraverso la motorizzazione si occuperà dell’emissione della nuova targa e del suo duplicato, potrebbe costare molto in termini di tempo e di denaro. Da un punto di vista economico, difatti, l’importo da sostenere si aggira tra 150 e 200 euro. Per certi versi, in un controverso meccanismo psicologico, cedere all’estorsione può risultare “conveniente”.

Il cavallo di ritorno delle targhe, a Cerignola, è un fenomeno di recente nascita perché – informano dal commissariato di polizia – è da circa un anno che piccole batterie di ragazzi appena maggiorenni girovagano nelle vie della città in cerca delle loro vittime. All’inizio si è trattato di casi isolati, per lo più tossicodipendenti bisognosi di reperire denaro; oggi, invece, il business sembra avere una portata più diffusa, assumendo i connotati dell’anticamera del cavallo di ritorno di automobili. È difficile – o quasi impossibile – tracciare una stima dei furti registrati fino ad oggi, proprio perché nella quasi totalità dei casi le forze dell’ordine rimangono all’oscuro del reato. Per quanto riguarda il furto di targhe e la relativa estorsione, l’omessa denuncia è quasi automatica. Per i malviventi il rischio, dunque, è minimo; il profitto, invece, no.

Tags: CerignolaLoreta Colasuonnopoliziatarghe
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