Scomparsa Armiento a Mattinata, la madre agli assassini: “Da soli non valete niente”

Oltre un anno senza Francesco Armiento, il ragazzo di Mattinata scomparso nel nulla il 27 giugno 2016. La mamma, Luisa Lapomarda, è tornata a parlare e lo ha fatto attraverso una lettera nella quale torna a rivolgersi ai presunti assassini del figlio, quest’ultimo forse finito in una storia più grande di lui. “Il silenzio grida spesso più di tante urla – scrive la donna – e ti uccide più della morte stessa. Si tace, si continua a tacere. Per voi assassini di mio figlio Francesco, non vi fate ribrezzo? Come fate ancora a continuare ad andare in giro? Non vi sentite in colpa? Non dovevate ucciderlo e non farmelo ritrovare. Avete commesso un’atrocità. Era solo un ragazzo che si è fidato di voi, commettendo lo sbaglio più grande della sua vita. Non so se avete figli e l’amore che si prova per il tuo sangue. Voi mi avete tolto Francesco per sempre. Il dolore che provo è indescrivibile. Provate per un attimo a immaginare che un vostro figlio ve lo portino via, voi cosa fareste?”

 

E ancora: “Avete procurato un dolore senza via di scampo, vi credete di essere uomini? Vi sbagliate, siete solo dei codardi che non hanno uso della parola, vi fate scudo l’un l’altro perché voi da soli non valete niente (e Francesco era solo). Era un semplice ragazzo. Vi avevo detto che non provavo odio verso di voi, ora invece non provo solo odio ma tutto ciò che di male possa esistere. Non oso immaginare quello che avete fatto a mio figlio Francesco ma pentitevi, pentitevi… Fatelo nella maniera in cui potete riscattarvi dalla vostra malvagità. Un giorno anche voi renderete conto alla giustizia divina e spero sia atroce. È passato un anno che non vedo più mio figlio, non riesco a guardare nemmeno le sue foto, come se sentissi il suo grido di aiuto verso di me. Il suo dolore e io non c’ero, non c’ero ad aiutarlo nel momento più buio, quando si sta per perdere la vita. Sono sicura che mi ha chiamata, avrei dato la mia vita per lui se solo avessi potuto. Avrei tante altre cose da dirvi – conclude la madre del giovane – ma preferirei dirvele in faccia”. Firmato Luisa Lapomarda.

A l’Immediato anche le parole del legale della famiglia, l’avvocato Pierpaolo Fischetti: “Il diritto di una madre a poter piangere il corpo del proprio figlio, l’istanza pressante e imperitura di una donna che non smetterà mai di cercare la verità, l’insuccesso di una comunità che non sa dare ancora, ad un anno dalla scomparsa, una risposta al monito delle forze di polizia e agli enti preposti in generale che hanno smesso di investigare sulla vicenda e a ricercare quantomeno il vero significato di una morte assurda”.