GrandApulia, l’ira dei lavoratori: “Sogno infranto, questo è un complotto. Siamo con Sarni”

“È un complotto”. “Una cosa del genere è umanamente impossibile a pochi giorni dall’apertura”. Queste le frasi pronunciate maggiormente dai lavoratori di GrandApulia, il mega centro commerciale messo sotto sequestro per reati ambientali e lottizzazione abusiva a pochi giorni dall’apertura. Stamattina la protesta di oltre cento persone davanti al Comune di Foggia. Abbiamo raccolto alcune storie. Come quella di Maria Monica, giovanissima mamma di un bambino. “Ho lasciato il ristorante dove lavoravo perchè credevo nel progetto di Sarni. Resto comunque fiduciosa, ci dicono che riaprirà ma che forse servirà del tempo. Più volte in questi anni qualcuno ha messo i bastoni tra le ruote a questo progetto. Ci sono stati almeno tre anni di intralci. Per me è in atto un vero e proprio complotto. Non si può fermare tutto dopo tanto lavoro. Con Sarni avrei un futuro assicurato”. Procedure di selezione snelle e contratti soddisfacenti, queste le prime impressioni dei neo assunti. “Ho mandato il curriculum al sito web e dopo pochi giorni sono stata contattata. Poi ho affrontato il colloquio e infine mi hanno presa per occuparmi della ristorazione. Ma ora mi trovo in mezzo a una strada. Chiediamo almeno che il sindaco voglia ascoltarci”. 

Elisabetta, invece, disoccupata, dice: “Essere chiamata dopo aver inviato il curriculum è stato un sogno. Quasi non potevo crederci di aver avuto un’occasione del genere a Foggia, in una città dove raramente avviene qualcosa di grande. Ho trovato persone serie e umili. Quello che è successo è davvero strano ma crediamo in Sarni e pensiamo non si meriti tutto questo. Vogliono tagliare le gambe a una persona che finalmente dà lavoro a questa città”. In un capoluogo dove gli impieghi sono sottopagati, il GrandApulia garantiva contratti soddisfacenti e un futuro roseo. “Non ci resta che aspettare fiduciosi”.

Non solo ragazze giovanissime come Maria Monica ed Elisabetta. Stamattina a protestare c’era anche Michele, padre di famiglia che dopo un periodo di disoccupazione aveva trovato impiego nel bar di Sarni all’interno del GrandApulia: “Ciò che è successo non è normale. Anzi è umanamente impossibile. Stiamo parlando di una struttura grandissima, non di una casa in mezzo a una foresta. Gente come Sarni vuole dare lavoro e noi dobbiamo essere solo grati. E poi Sarni è il numero uno nel suo settore. Ci ha fatto un’ottima impressione fin da subito. Nonostante quello che è successo – conclude Michele – restiamo assolutamente ottimisti e fiduciosi nell’operato della Magistratura”.

Infine Giacomo, anche lui pronto ad essere impiegato come barista dopo un periodo di disoccupazione: “Ho dei figli ai quali spero di dare un futuro. Con Sarni ho ottenuto un’occasione inaspettata ma ora tutte le promesse sono state vanificate da qualcosa di inspiegabile. Voglio solo sperare che la situazione si sblocchi al più presto”.



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