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Home - Baby gang in Italia, Foggia e Bari peggio di Napoli. Il dossier del Ministero della Giustizia

Baby gang in Italia, Foggia e Bari peggio di Napoli. Il dossier del Ministero della Giustizia

Di Francesco Pesante
4 Ottobre 2016
in Cronaca
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baby gang

Criminali sempre più giovani e sempre più spietati. Lo confermano i numerosi arresti degli ultimi anni in provincia di Foggia. Dal capoluogo dauno fino al Gargano, continua imperterrita la scalata nelle gerarchie dei clan malavitosi da parte delle “nuove leve”. Un fatto dimostrato dall’ascesa della giovane gang in capo ai Sinesi a Foggia, sgominata a fine 2014, e dai nuovi assetti a Vieste dove, dopo l’uccisione di Angelo “cintaridd” Notarangelo, sono sempre più giovani i leader delle batterie mafiose sul Gargano. Il nuovo capo, Marco Raduano, poco più che 30enne, sarebbe infatti circondato da un gruppo di soldati piuttosto in erba, uno dei quali vittima di un agguato pochi giorni fa.

Sono poi svariati i casi di criminalità comune con protagonisti malviventi sotto i 20 anni. Pestano coetanei, aggrediscono anziani e commettono piccole rapine negli esercizi commerciali. Un fenomeno in crescita sul quale il Ministero della Giustizia ha acceso i riflettori. È di queste ore la pubblicazione di un dossier sulle baby gang in Italia, nel quale emerge il primato negativo della Puglia. Nella relazione, riferita all’ultimo anno, fino a luglio 2016, viene fuori che il territorio di Bari, Foggia e Bat è quarto in Italia per numero di minorenni di cui si occupano gli uffici di servizio sociale minorile (Ussm), vale a dire gli apparati che seguono i ragazzi in tutte le fasi del procedimento penale: sono 1.090, di cui – si legge nel dossier del ministero – 299 “presi in carico per la prima volta nel 2016” e 791 “già in carico dall’inizio dell’anno da periodi precedenti”. Lo scenario della devianza minorile appare frastagliato e in continua evoluzione. “In realtà – spiega il presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, Riccardo Greco – il numero dei reati è calato: le nuove iscrizioni sono state circa 1150 rispetto alle oltre duemila dell’anno precedente; inoltre, va tenuto presente che ciò avviene in un distretto che comprende anche le province di Foggia e della Bat. Preoccupa piuttosto – sottolinea il magistrato – il salto qualitativo dei reati e la disponibilità di armi da parte di soggetti anche minorenni”.

In questa classifica al primo posto c’è Bologna con 2.506 ragazzi presi in carico dagli Ussm, seguita da Roma (1.427) e Catania (1.225). Subito dopo c’è Bari (che comprende Foggia e Bat), seconda città del Sud, che supera Palermo (969) e Napoli (878). Più in fondo ci sono Lecce (685) e Taranto (427). “Ma attenzione – dice Greco -, il fatto che ci sia un maggior numero di minorenni presi in carico dai servizi sociali può anche voler dire che le strutture di recupero funzionano meglio in determinati territori, così come un minor numero di ragazzi segnalati può rivelare la presenza di una struttura criminale più consolidata in grado di mantenere un profilo basso per i suoi affiliati più giovani”.

Greco spiega che “tra le ipotesi avanzate sul salto di qualità dei reati da parte di ragazzini c’è anche quella di un cambiamento degli assetti dei clan, con la cattura dei boss storici e l’ascesa di emergenti (a Foggia i grandi capi sono quasi tutti in cella, ndr). Tuttavia – aggiunge il magistrato – a Bari, a differenza di altre realtà del Sud, il tessuto sociale lascia ancora spazio al recupero. A patto che le istituzioni collaborino: spesso nei piccoli comuni è più facile trovare soldi per le feste patronali piuttosto che fondi per il futuro dei ragazzini”.

Tags: baby gangBariBatdossier baby gangFoggiamafiaMinistero della GiustiziaNapoli
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