Barriere architettoniche a Foggia, Vigiano ci mette la faccia: “Impegno ad eliminarle”

carrozzine disabili

“Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) non può e non deve essere considerato un insieme di ‘interventi spot’, realizzati senza un disegno complessivo. Rimuovere ogni tipo di ostacolo per la vivibilità di Foggia da parte dei cittadini diversamente abili e mettere in campo politiche realmente inclusive sono e restano una priorità politica ed amministrativa”. A dichiararlo è il presidente della Commissione consiliare Socio-Culturale del Comune di Foggia, Antonio Vigiano.

“Non si spiegherebbe infatti diversamente – continua – l’inserimento del PEBA all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. La mozione approvata dal Consiglio comunale, da questo punto di vista, ha rafforzato un obiettivo che l’Amministrazione comunale aveva già chiaro, anche con il dichiarato obiettivo di cambiare rotta rispetto al passato. Proprio perché la predisposizione del PEBA è un atto complesso ed articolato, occorre però comprendere che i tempi per la sua definizione non possono essere contingentati. Dal momento dell’approvazione della mozione da parte dell’Assemblea consiliare, sono passati circa 60 giorni. Un lasso di tempo breve, che ha attraversato l’estate e nel corso del quale gli uffici sono stati impegnati, sul piano tecnico, su fronti importanti: dal progetto ‘Da periferia a periferia’ fino alle azioni riguardanti le scuole, propedeutiche all’inizio del nuovo anno scolastico. L’associazione ‘Maria Teresa di Lascia’, dunque, non deve nutrire dubbi circa la volontà dell’amministrazione comunale di compiere quello che è innanzitutto un atto di civiltà, che non può essere ridotto a qualche intervento sporadico che sarebbe chiaramente cosa diversa dall’adozione di un vero piano organico. In quest’ottica gli uffici tecnici sono già al lavoro per effettuare il primo censimento delle barriere architettoniche presenti in città, al quale è strettamente legato il conferimento dell’incarico per la redazione del piano. Non può sfuggire, tuttavia, che dopo la predisposizione del Piano sarà comunque necessario provare a compiere uno sforzo economico rilevante per trasformare la fase progettuale in interventi concreti, anche verificando l’esistenza di eventuali canali di finanziamento extra-bilancio”.

“Il nostro auspicio – conclude – è che attorno ad un tema così importante possa esserci una sintonia e non una divisione, una collaborazione e non uno scontro Nella mia veste di presidente della Commissione Socio-Culturale, inoltre, annuncio sin d’ora la volontà di avviare rapidamente una fase realmente partecipativa, attraverso un ciclo di audizioni e confronti con il mondo dell’associazionismo, al fine di recepire istanze, suggerimenti ed indicazioni da inserire nel piano durante la fase della sua redazione, in un clima di sinergia e collaborazione con il lavoro condotto dagli uffici tecnici”.