Eataly parte dai produttori, c’è anche Foggia nel nuovo progetto di Farinetti

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“Tengo molto al Sud perché i cittadini del mondo intelligentemente vedono l’Italia unita e insieme. Non sono come noi: al Nord tutte le colpe sono del Sud e al Sud tutte le colpa sono del Nord. Il Sud è fondamentale. I due prodotti italiani più venduti nel mondo sono la pasta e la pizza che sono stati inventati qui”. Così Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, parlando a Bari con i giornalisti a margine dell’inaugurazione di ‘Porta del Sud – Piazza dei Produttori’, “un’opportunità per fare ripartire il confronto con i piccoli produttori agroalimentari delle regioni del Sud Italia”.

Fulcro del progetto è la Piazza dei Produttori che ospiterà nel capoluogo pugliese ogni mese incontri con il produttore, laboratori, degustazioni e iniziative enogastronomiche gestite direttamente da Eataly nella sua ampia sede presente ormai da qualche anno all’interno della Fiera del Levante. “Dobbiamo tessere la tela insieme – ha aggiunto – noi offriamo la nostra potenza distributiva ai più bravi e per essere più indipendenti abbiamo chiesto a Slow food di scegliere i produttori”.

Quanto al negozio Eataly di Bari, Farinetti ha spiegato, rispondendo alle domande dei giornalisti, che la superficie è stata leggermente ridotta “perchè era troppo grande. Ha funzionato meno di altre realtà per tanti motivi. Quando qualcosa non funziona non perdiamo tempo a dare la colpa al mondo e ci chiediamo dove sbagliamo. E così abbiamo risolto il problema”.

“Siamo a + 27% di affluenza rispetto all’anno scorso. Eataly Bari – ha affermato – sta girando di nuovo molto bene. Non molleremo. Questa proposta della piazza dei produttori porterà ancora più lavoro. Molti vengono nel weekend: il sabato e domenica è strapieno. Bisognerà convincere i baresi a venire anche dal lunedì al giovedì. Malgrado il fatturato sia stato inferiore a quello che ci aspettavamo non abbiamo licenziato nessuno dei 110 lavoratori, tutti assunti a tempo indeterminato”.

Porta del Sud intende scoprire le eccellenze enogastronomiche meritevoli d’attenzione ma troppo piccole per avere la forza di emergere in autonomia in Italia e, se possibile, nel mondo. Le loro storie, le loro passioni e il risultato del loro lavoro saranno al centro della narrazione emozionale che Eataly si impegna a fare comunicando al tempo stesso il prodotto, il territorio di provenienza, e la storia del produttore. Slow Food è partner del progetto e gioca un ruolo di consulente strategico come ha fatto a Torino-Lingotto sin dall’apertura del primo Eataly nel 2007.

“C’è solo questo Eataly nel Sud – ha ricordato Farinetti – e si trova in Puglia la regione più ricca e più efficiente. Abbiamo una struttura molto grande e abbiamo deciso di dedicare uno spazio a 10 produttori al mese. In tutto saranno 120 all’anno. Se andiamo avanti per due o tre anni arriviamo a 2-300 piccoli produttori di tutto il Mezzogiorno, Calabria, Sicilia ecc. ai quali manca lo sbocco del mercato, la facilità di vendere. Adesso i prodotti di eccellenza cominciano a esserci in quantità interessanti però bisogna venderli: olio, formaggi, salumi”.

“Chi c’è meglio di Eataly come canale? E’ l’unica impresa italiana che c’è in tutto il mondo. Prima di finire l’anno – ha annunciato – apriamo il secondo a New York e a ottobre a Boston e poi a Copenaghen, Mosca e altri tre negli Emirati Arabi. Il prossimo anno a Los Angeles e tanti altri. Avremo un mercato sempre più potente, bisogna prendere queste meraviglie e portarle nel mondo e raccontarle e spiegarle”. I produttori del primo mese provengono dalle province di Salerno, Bari, Barletta-Andria-trani, Avellino, Catanzaro, Foggia, Brindisi.

(Adnkronos)