Una carriera stroncata da qualche multa, amaro sfogo di Iafelice: “Situazione kafkiana”

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Marcello Iafelice
Marcello Iafelice

Pensavo potessi farmi rimborsare le multe visto che ero in viaggio con la mia auto per questioni aziendali. Adesso mi ritrovo in una situazione kafkiana, licenziato senza alcun preavviso e senza nessuna possibilità di trovare un nuovo lavoro”. Marcello Iafelice, dal 2001 direttore di Amgas, non riesce ancora a comprendere la decisione presa dai vertici della società partecipata dal Comune di Foggia. Qualche giorno prima del provvedimento “giunto come un fulmine a ciel sereno”, ci racconta della “riunione per programmare la settimana”. “Non c’è mai stato alcun problema, anzi è stata apprezzata anche pubblicamente la mia professionalità – spiega a l’Immediato -, persino pubblicamente durante una delle ultime conferenze stampa. Mai avrei pensato di essere ‘processato pubblicamente‘, dopo anni di lavoro e dedizione, oltre alla riduzione dello stipendio per venire in contro alle esigenze di un’azienda in crisi”. Eppure, è bastata qualche multa per metterlo alla porta, dopo “un dossier anonimo basato su documenti ufficiali che non si sa da dove siano usciti”. Un provvedimento ritenuto “eccessivo” rispetto alla contestazione attribuitagli, che non “è certo rilevante rispetto alle funzioni espletate in molti anni”.

Dopo le esternazioni del sindaco Franco Landella, che ha rimarcato la bontà della decisione, è intervenuto il segretario regionale Direl, Micky de Finis: “Nessuna volontà di alimentare polemiche inutili in una vicenda, peraltro, ormai matura per essere letta e giudicata in altre sedi” – dice il Segretario Regionale del maggior sindacato rappresentativo della dirigenza pubblica – “E tuttavia vorrei ricordare al sindaco di Foggia Landella che la vita delle persone e quella delle loro famiglie dovrebbero rimanere al riparo dalle reprimende di chi crede di fare i processi nella piazza, pur nel legittimo tentativo di difendere una posizione che – voglio ripeterlo al sindaco – riteniamo pretestuosa, come dimostreremo atti alla mano, quando già si è consumato il dileggio del patrimonio reputazionale di chi si è visto coinvolto, suo malgrado, nella triste vicenda che abbiamo davanti. Del resto, da chi ha sempre fatto pubblica professione di garantismo dovrebbe essere logico attendersi una distanza se non olimpica quanto meno prudente dai giudizi sommari che si offrono alla fede pubblica, anche perché l’Azienda Amgas non è il Tribunale di Ankara! Il sindaco non dovrà, dunque, dolersi se l’ingegner Marcello Iafelice riaffermerà, al netto delle risultanze dei giudizi promossi, la propria onorabilità, la propria professionalità con la propria assoluta trasparenza e linearità dei comportamenti assunti quale Direttore Generale dell’Amgas di Foggia. Quel che ora serve con la celerità migliore è fare chiarezza attraverso i legali, le autorità giudiziarie adite e gli organismi di tutela chiamati in causa per il ripristino della verità, iniziative che sia l’ingegnere Iafelice, sia la Direl hanno già avviato nelle sedi ritenute più opportune”. ” Il mio riferimento alla ‘buona politica’ – dice de Finis -voleva e vuole, lo ribadisco in maniera netta a Landella, chiedere attenzione, riflessione, oculatezza ma soprattutto cautela in una vicenda dolorosa come questa, dove nessuna certezza può darsi per scontata, soprattutto quando tutto muove su un dossier anonimo, che spunta fuori dopo anni ed anni, con un isocronismo maliardo che apre più di un sospetto lanciando ombre sulle quali serve far luce, non ci sono altre vie, anche per evitare che prenda corpo e sostanza l’idea maliziosa, ma neanche tanto vagheggina, che dietro l’allontanamento del direttore di Amgas, si nascondano mal celati terzi fini. Su questo deve riflettere proprio la politica: ne ridere, né piangere ma capire, come ricorda Spinoza“.