L'”agricoltura sociale” per il riscatto dei detenuti. VaZapp “incontra” Made in Carcere

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Sono due modi apparentemente molto diversi tra loro, quelli della foggiana VaZapp, Hub rurale a sostegno dell’agricoltura creata da Giuseppe Savino, e Made in Carcere, il progetto di riabilitazione attraverso il lavoro dei detenuti, creato dalla leccese Luciana Delle DonneDue mondi che si sono incontrati, nei giorni scorsi, nel capoluogo salentino e che si sono scoperti vicini, non tanto per gli attori cui si rivolgono, quanto per la visione che è alla base di entrambi: credere che, attraverso l’amore, la contaminazione e la condivisione di un sogno, il cambiamento sia possibile.

“Ci rivolgiamo a realtà diverse” afferma il founder di VaZapp, Giuseppe Savino “accomunate, però, dallo stesso senso di abbandono e solitudine: economica per gli agricoltori, sociale per i detenuti. Due realtà in cerca di riscatto.” “Il bello esiste” per Luciana Delle Donne “e va ricercato ovunque. A noi piace rivoluzionare, scombinare, mischiare le carte. Diamo valore all’etica attraverso l’estetica, rendendo attraente il ben-essere, proprio come le persone che ricostruiscono il loro percorso di vita. E con VaZapp siamo entrati immediatamente in sintonia. Abbiamo un DNA compatibile” Un DNA compatibile che ha già dato vita alla prima sinergia, quella per le prossime #Contadinner i cui gadget, dalle tovagliette ai porta bicchieri, porteranno il marchio Made in Carcere.