Agguato con l’ascia, cittadini omertosi a Mattinata? “Sbagliato generalizzare, la comunità si difenda”

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In ogni vicenda criminale vi sono vari ruoli e differenti funzioni che talvolta inconsapevolmente chiunque può ricoprire. Nel caso del tentato omicidio avvenuto la sera del 7 aprile in Mattinata, al di là delle responsabilità degli autori materiali del reato, affermare così come di fatto è stato dichiarato, che vi è stata assoluta omertà da parte delle persone presenti all’esterno del locale luogo del misfatto (è quanto lamentato dai carabinieri durante la conferenza stampa, ndr), appare un azzardo soprattutto dell’accezione dell’aggettivo usato.

Nell’assumere la difesa di alcuni degli avventori di detto avvenimento, denunciati a piede libero per favoreggiamento personale e false informazioni al pubblico ministero, sono a ribadire la piena collaborazione di essi agli inquirenti i quali avranno ben compreso che nell’immediatezza di scene cruente come quella di un tentativo di omicidio nientemeno con una scure da lavoro, il primo impulso di chi si trova accidentalmente presente non è cercare di focalizzare persone e dinamica degli eventi bensì trovare immediato riparo e protezione: posto che capita raramente nella vita di una persona comune ritrovarsi in siffatti episodi.

Lo shock iniziale di chi partecipa di riflesso ad un delitto sanguinoso e sanguinario porta a comportamenti incontrollati e di rifiuto. Successivamente riacquisita la propria personale sicurezza e analizzate tutte le circostanze occorse si matura piena coscienza e una maggiore affidabilità che prontamente ai fatti in discussione sono stati messi a disposizione delle autorità competenti intervenute. Infine spiace leggere che tout court i cittadini siano omertosi: ci si domanda sul punto il perché una intera comunità non si difenda e non sia difesa.

Avv. Pierpaolo Fischetti



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