Colpi d’accetta a un 30enne di Mattinata, presi gli aggressori. Cittadini omertosi, decisive le telecamere

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Aggredito a colpi d’accetta per questioni “rurali”. I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno arrestato due uomini per l’agguato ad Antonio Pio Prencipe, 30enne di Mattinata, colpito su schiena e volto con un’accetta. Il fatto è avvenuto lo scorso 6 aprile, poco prima della mezzanotte. Prencipe stava bevendo una birra all’esterno di una pizzeria nel pieno centro cittadino. Era giunto pochi attimi prima a bordo della sua Fiat Punto. Dieci minuti prima dell’arrivo dei suoi aggressori, giunti sul posto con una Fiat 16 bianca. Dall’auto sono usciti Andrea Quitadamo, 26 anni, Fabio Pio Di Mauro, 22 anni e Bartolomeo Lapomarda, 21 anni, quest’ultimo con in mano l’accetta. L’aggressione si è consumata in pochi attimi poi i tre sono scappati via indisturbati. Presenti almeno quattro persone oltre al titolare della pizzeria e un dipendente. Prencipe è riuscito a rientrare nel locale ma subito dopo si è accasciato al suolo. A quel punto sono scattati i soccorsi. Ora l’uomo è ricoverato a Casa Sollievo della Sofferenza in condizioni critiche ma stabili.

005 editI carabinieri si sono serviti dei filmati della videosorveglianza per giungere ai responsabili dell’agguato. Assoluta omertà dalle persone presenti all’esterno del locale. Grazie alle immagini delle telecamere, i militari si sono recati a casa di Andrea Quitadamo notando la Fiat 16 di sua proprietà all’esterno dell’abitazione, col cofano del motore ancora caldo. Ma il giovane non c’era. È stato poi rintracciato durante perquisizioni in ambito rurale, estese in una serie di masserie localizzate in un’area piuttosto impervia. Lì è stato trovato e messo alle strette dagli inquirenti. Dopo una prima resistenza, Quitadamo ha vuotato il sacco chiamando in causa anche i suoi complici. Di Mauro è stato rintracciato nella sua abitazione all’alba mentre Lapomarda si è costituito successivamente nel commissariato di Manfredonia.

Il movente è da ricercare nell’ambito rurale. I soggetti, compresa la vittima, sono tutti allevatori. Soprattutto tra Quitadamo, Lapomarda e Prencipe c’erano in sospeso alcune questioni, come quella relativa allo sconfinamento degli animali durante il pascolo. In buona sostanza i classici problemi tra confinanti, piuttosto frequenti nelle campagne del Gargano, confermati anche dallo stesso Prencipe, sentito durante la degenza in ospedale. I protagonisti di questa vicenda erano tutti già noti alle forze dell’ordine. Quitadamo e Di Mauro sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio in concorso. L’arma non è stata ritrovata.