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Home - Terra ai giovani e futuro dell’agricoltura. La sfida di Leo Di Gioia: “Settore strategico, Foggia guiderà la svolta”

Terra ai giovani e futuro dell’agricoltura. La sfida di Leo Di Gioia: “Settore strategico, Foggia guiderà la svolta”

Di Michele Iula
19 Agosto 2015
in Politica
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Ritorno alla terra per i giovani, potenziamento dell’innovazione in agricoltura e “riequilibrio del peso” delle singole province nella destinazione delle risorse. Leonardo Di Gioia se lo aspettava di essere il nuovo assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, dopo l’esperienza al Bilancio (il testimone lo ha passato all’altro foggiano a Bari, Raffaele Piemontese). Nonostante il risultato elettorale sotto le aspettative alle ultime Regionali, infatti, il governatore Michele Emiliano ha deciso di premiare comunque il “figliol prodigo” della politica made in Capitanata, nato sotto l’ala dell’ex parlamentare e presidente della Provincia di centrodestra, Antonio Pepe, e balzato in prima fila nel governo regionale con l’ex governatore Nichi Vendola.

Assessore, adesso la Capitanata non ha più scuse: dopo il “foggianesimo” viene riconfermato il doppio assessorato. Un peso politico importante, che tuttavia – secondo buona parte dell’opinione pubblica – non ha portato grandi stravolgimenti alla provincia di Foggia con l’ultimo mandato, nonostante le deleghe pesanti a lei (Bilancio) e ad Elena Gentile (Sanità e Welfare). È questo l’ultimo treno per ridurre il gap con la Terra di Bari?

Abbiamo avuto un peso importante, è vero. Ma bisogna dire che il bilancio non consente grandi capacità di manovra, mentre la sanità continua ad essere piena di problemi. L’agricoltura, invece, è una delega diversa perché tocca la vera macchina economica della Puglia e della Capitanata in particolare. È un settore dove c’è moltissimo da fare e le prospettive di sviluppo sono le più interessanti in assoluto. Con la provincia di Foggia a ricoprire un ruolo determinante.

Sanità e agricoltura sono le dorsali della regione. Ma sono i due settori con i problemi maggiori. Non pensa che lo sviluppo possa zavorrarsi anche per questo?

Anche per questo la sfida è affascinante. Il presidente ha deciso di tenere per sé la delega alla sanità, e sono sicuro che saprà rispondere a dovere all’impegno. L’agricoltura è piegata in questo momento dalle emergenze che già conosciamo (prima fra tutte la Xylella fastidiosa) ed altre che stanno per scoppiare, a cominciare dai vitigni: si preferisce gettare alle ortiche il raccolto perché i prezzi di mercato sono inferiori agli incentivi. Situazioni paradossali per una regione che dovrebbe eccellere in questo segmento produttivo.

Poi c’è il crack dell’oro rosso…

Stiamo analizzando le questioni che ci sono pervenute, l’allarme dei produttori schiacciati tra le patologie – virosi e orobanche – e i prezzi sempre in calo. Una situazione per nulla facile, per via delle difficoltà di intervento.

Per qualcuno questo è il momento migliore per spostare l’asse da Bari a Foggia, soprattutto per l’agricoltura. Condivide questa lettura?

Non è questione di “spostare l’asse”, non è questo l’atteggiamento giusto. Bisogna invece riequilibrare alcune partite tra le province. Un esempio su tutti: quando si parla di attività boschive non si può che parlare della Capitanata, eppure quasi tutte le assunzioni – circa 250 – le hanno fatte a Lecce, non si capisce poi secondo quali necessità e opportunità. Ecco, questo è uno dei temi che la politica dovrà affrontare, tenendo bene a mente le specificità dei territori.

Poi c’è la terra ai giovani. Quando era assessore al bilancio entrò in conflitto con il consigliere Pino Lonigro, il quale rivendicava la paternità della legge. A questo punto viene da pensare: fu uno scontro calcolato?

Niente affatto. Allora ci fu solo un’incomprensione comunicativa, perché avevo anche la delega al Demanio, ufficio deputato al monitoraggio dei fondi. Le polemiche politiche non contano. Nelle scorse settimane abbiamo convocato il partenariato economico e sociale per riprendere il percorso di concertazione sul Piano di sviluppo rurale 2014/2020. Serve accelerare, per non rischiare di perdere la vera opportunità – forse l’ultima – per la Puglia e la provincia di Foggia. 

Tags: AgricolturaGiovanilavoroLeonardo Di GioiaMichele EmilianoPugliaregione puglia
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