Emergenza Asl Foggia, il piano di Piazzolla per 150 assunzioni. Saranno accorpati i reparti

Come ogni anno l’estate significa emergenza in sanità. Soprattutto in provincia di Foggia, “uno dei territorio più complessi d’Italia”. Da una parte il Gargano e le isole, con le punte di visitatori che possono aver bisogno d’assistenza (si pensi solo alla popolazione di Vieste, quintuplicata in questo periodo); dall’altra i Monti Dauni: 30 comuni dislocati in posizioni scomodissime, difficilmente raggiungibili. “Le dotazioni organiche sono asfittiche – ha spiegato il commissario straordinario, Vito Piazzolla -, siamo passati dal piano di rientro al piano operativo con poche differenze. I problemi più importanti si hanno nel 118 e nei punti di primo intervento, e li abbiamo già affrontati con il capo del dipartimento Michele Fattibene. Oggi si conclude la procedura per i posti vacanti nelle dotazioni, l’avviso è chiuso e adesso bisognerà selezionare i 19 dai 26 risultati idonei. Spero che già oggi vengano assegnati tutti i posti”.

Piazzolla e Mezzadri
Piazzolla e Mezzadri

L’altra grana è rappresentata dagli ospedali (Cerignola, San Severo, Lucera e Manfredonia). Mancano anestesisti, infermieri e medici. Sul banco ci sono 180 milioni di euro da destinare alle assunzioni, una cifra che è stata determinata sulla quota del 2004, un’alta epoca. “I soldi per le deroghe li abbiamo – commenta Piazzolla -, e non bisogna far confusione con le stabilizzazioni: qui si tratterà di assumere personale esterno, per questo abbiamo annullato le delibere per i contratti a tempo indeterminato”. Sullo sfondo c’è il riassetto della tecnostruttura, con l’ausilio di tecnici esterni che hanno “sostituito” le funzioni di alcuni personaggi chiave per l’ex direttore generale Attilio Manfrini, come la dirigente Anna Maria Gualano. “L’ufficio concorsi dovrà essere tempestivo, per questo – e per eliminare conflitti – abbiamo attribuito alcuni incarichi gratuiti – continua il commissario di Piazza della Libertà -. Non possiamo permetterci di avere strutture all’altezza senza personale”. 

Le criticità dell’emergenza-urgenza

Novità anche per il Gargano. “A seguito di un incontro con gli amministratori dei comuni dell’Area Nord del promontorio (Vieste, Ischitella, Vico del Gargano, Cagnano Varano e Peschici) – ha aggiunto il direttore sanitario Luigi Pacilli – abbiamo ampliato il sistema della Emergenza Urgenza che, dal 15 luglio al 15 settembre prossimi, si arricchirà di un secondo elicottero che stazionerà a Vieste (sino allo scorso anno per le emergenza era utilizzato quello stanziato a Foggia)”. Grazie ai Fondi FESR si sta procedendo al potenziamento della dotazione tecnologica dei Poliambulatori e dei Punti di Primo intervento dei comuni garganici e alla ristrutturazione della sede della guardia Medica dell’Isola di San Nicola e della Guardia Medica turistica di San Menaio.
“Il Punto di Primo Intervento (PPI) di Vieste, inoltre – ha precisato Piazzolla – si trasferirà presso la nuova sede. Si procederà anche al trasferimento delle apparecchiature di Radiologia e all’adeguamento della elisuperficie realizzata sul nuovo edificio con la sistemazione di un ascensore e del sistema antincendio; anche il comune di Vico del Gargano, dopo Carpino, Cagnano Varano e Ischitella, infine, sarà dotato di una elisuperficie per la cui realizzazione sono in atto le opportune verifiche tecniche”. Il servizio emergenza-urgenza è composto da
 20 postazioni mobili e di 5 PPI sul territorio; tale organizzazione richiede un numero di medici pari a 125 unità, necessarie per la copertura totale dei turni H 24. Attualmente le postazioni carenti di medici sono: Lucera con tre medici su cinque, Volturino con tre medici su cinque, Torremaggiore con tre medici su cinque, Serracapriola con quattro medici su cinque, Lesina con tre medici su cinque, Cagnano Varano con quattro su cinque, Peschici con due su cinque, PPI Monte Sant’Angelo quattro su cinque.

Negli ospedali non si sta meglio

Le chirurgie sono in sofferenza. A Lucera, per esempio, ci sono solo 2 anestesisti. Uno andrà in ferie. Per questo l’azienda ha deciso per il passaggio al day surgery (chirurgia in un giorno, per interventi semplici). Non si può fare altro senza personale. “Stiamo pensando di accorpare i reparti – spiega Franco Mezzadri, coordinatore degli ospedali Asl e per molto tempo direttore sanitario proprio al Lastaria -, perché non possiamo permetterci di garantire qualità sul territorio e nei nosocomi: non abbiamo risorse. Il commissario ha preso decisioni importanti finora, decidendo per le assunzioni a chiamata diretta per tre mesi. Adesso però – prosegue – bisognerà lavorare sull’appropriatezza dei ricoveri, perché non possiamo più dare tutto a tutti”. L’idea, a questo punto, è quella di accorpare i reparti secondo “aree omogenee”. Detto in altri termini: se due reparti simili hanno un tasso di riempimento del 50 per cento, tanto meglio unirli e accorpare il personale per renderlo più efficiente. A San Severo già si sono portati avanti con l’unione delle radiologie. Presto toccherà a tutti gli altri. “L’Asl deve essere la cerniera con i due presidi di riferimento, gli Ospedali Riuniti e Casa Sollievo della Sofferenza – ha concluso Piazzolla -, filtrando al massimo l’ospedalizzazione. L’obiettivo, al contrario, deve essere quello della creazione di percorsi di cura che portino i pazienti a curarsi nei servizi territoriali, che dovranno essere certamente potenziati”. 

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