In 4mila al Puglia Pride, una vittoria per Foggia. “Ora da Emiliano vogliamo una legge che dia esempio”

È stata dunque una grande festa quella di ieri a Foggia. Il 4 luglio 2015 sarà ricordato per molto tempo, non solo per la marea di gente che ha affollato il corteo del Puglia Pride, circa 4mila persone, ma anche per quel senso di rispetto e di sobrietà avvertito durante tutta la serata. Molto soddisfatti gli organizzatori che a Foggia hanno trovato una delle migliori accoglienze registrate nel Sud Italia. Al settimo cielo Vladimir Luxuria, in testa al corteo. La nota trans gender si è detta “sempre più orgogliosa di essere foggiana”. Con lei anche Ivan Scalfarotto, Michele Emiliano e altri esponenti della politica locale e regionale. Ma a dominare la scena ci ha pensato la società civile, accorsa in massa all’evento. Tanti i giovani, tornati in città per l’occasione al grido “fuggi a Foggia”, come recita l’hashtag lanciato giorni prima.

foto 3 (4)Un corteo lungo e coloratissimo, animato da cori e coreografie. Partita da piazza Italia, la carovana del Pride ha attraversato le maggiori arterie della città soffermandosi in particolare in piazza XX Settembre e dinanzi a Palazzo di Città chiudendo il tour in piazza Cesare Battisti, all’ombra del teatro Umberto Giordano.   

Leonardo Palmisano, sociologo, ha parlato dal palco: “I diritti sono terreno di scontro in questo paese. Il Pride a Foggia ha un particolare significato perché l’amministrazione ha snobbato questa manifestazione. E questo non è avvenuto solo in questa città. Voglio dedicare questa giornata ai migranti sfruttati in questa regione, i diritti si concatenano non si incatenano. Da Emiliano vogliamo una legge che dia l’esempio a questo governo di m… Avete diritto ad educare e ad adottare. Bisogna uscire da questa fase di “reazione” oscurantista”.

Anche il neo governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, intercettato da l’Immediato, ha detto la sua sulla manifestazione: “È una bellissima festa, mi ricorda il Gay pride di Bari del 2003 quando la città si accorse di aver coltivato fino a quel momento dei luoghi comuni sbagliati, cominciando ad apprezzare la bellezza della vita in tutte le sue sfaccettature”.