Xylella, dalla Puglia l’avvertimento dopo la decisione del Tar Lazio: “Si perde tempo, così arriva in altri territori”

“In attesa di conoscere le motivazioni della decisione del Tar Lazio che ha sospeso il Piano Puglia per fronteggiare l’emergenza Xylella, esprimiamo la nostra preoccupazione rispetto alla situazione che si sta venendo a creare. Ricorsi al Tar, direttive europee rigide e polemiche che creano solo confusione e disinformazione non fermano di certo l’avanzata del batterio killer che potrebbe espandersi al resto del territorio nazionale a partire dalle altre province pugliesi”. A dichiararlo, il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini dopo il provvedimento del Tar Lazio rispetto al Piano pugliese per fronteggiare il batterio killer. “Ora più che mai – prosegue – è opportuno invece lavorare sinergicamente ed è per questo che abbiamo aderito alla coalizione ‘#pattoperilterritorio’, per dare un contributo utile alla lotta ecocompatibile alla Xylella fastidiosa e alla promozione e salvaguardia del territorio e dei suoi prodotti agroalimentari, a partire dall’olio extravergine di oliva. Le buone pratiche agricole hanno contribuito non poco ad abbattere l’insetto vettore anche se diversi privati ed enti pubblici rimangono ancora inadempienti. A tal proposito abbiamo ribadito al commissario Silletti la nostra totale contrarietà all’uso di insetticidi previsti quali azioni di controllo dei vettori, visto l’impatto che potrebbero avere sulla salute umana, sull’agricoltura biologica e sull’apicoltura”. Dello stesso avviso il presidente di Coldiretti Puglia Gianni Cantele: “La sospensiva del Tar Lazio consentirà al Commissario Silletti di adeguare il Piano per l’emergenza Xylella Fastidiosa alle nuove indicazioni comunitarie del 28 aprile scorso e renderlo maggiormente rispondente a novità, istanze e legittime problematiche del tessuto produttivo e dell’ambiente della Puglia. Gli agricoltori hanno reagito con grande senso di responsabilità, mettendosi a disposizione per attuare le buone pratiche agronomiche anche in aree pubbliche e demaniali. Già, per esempio, l’aver portato a termine l’80% delle buone pratiche dovrà necessariamente comportare un ridimensionato sostanzioso dei trattamenti insetticidi, come già richiesto al Commissario e la modifica della lista delle piante ospiti ci auguriamo porti a salvare dalla distruzione per esempio le migliaia di querce salentine”. “A prescindere dalla sospensiva del Tar, in Puglia dovremo continuare a salvaguardare il territorio – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – portando a termine le buone pratiche sia nelle aree private che pubbliche, perché sono attività che migliorano lo stato di salute di alberi e terreno. Del resto già ieri abbiamo presentato al Commissario Silletti le nostre proposte per il controllo della ‘sputacchina’ come l’impiego di sostanze biologiche e biodinamiche, e reti anti-insetto per salvare alberi e piante che così potremmo evitare di distruggere. Urgente a questo punto incontrare nuovamente il Commissario per ridisegnare il Piano con la coalizione #pattoperilterritorio, costituita da Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani Pugliesi, organizzazioni di produttori aderenti ad UNAPROL PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, CIBI Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Confconsumatori e Adoc Puglia con cui abbiamo avviato il percorso per trasformare il Salento in un ‘Laboratorio a cielo aperto’”.