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Home - In arrivo 20 internati deviati e pericolosi in Capitanata. Problema sicurezza dopo la chiusura degli ex manicomi criminali

In arrivo 20 internati deviati e pericolosi in Capitanata. Problema sicurezza dopo la chiusura degli ex manicomi criminali

Di Michele Iula
7 Aprile 2015
in Inchieste
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Non ci sono le Rems (Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) ma presto arriveranno in provincia di Foggia 20 “pazienti particolari” da Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia). Sono gli internati degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari (manicomi criminali fino agli anni Settanta) che avrebbero dovuto chiudere i battenti il 31 marzo scorso. Solo che l’Asl di Foggia non è riuscita a completare il percorso di realizzazione dei nuovi centri. “Siamo a zero”, ha dichiarato il direttore generale Attilio Manfrini, che ha lasciato la grana al nuovo manager appena nominato dalla Giunta Vendola, Vito Piazzolla. “Sono state bocciate tutte le proposte – ha spiegato l’ingegnere di Cerignola -, compresa quella di Torremaggiore. Ne è rimasta in piedi solo una in Puglia. C’erano 3,5 milioni di euro per i lavori di riconversione delle strutture, si potevano fare cose importanti. Per questo avevamo proposto di utilizzare il carcere di Accadia – realizzato negli anni Novanta con circa 10 miliardi di lire e mai aperto -, ma a Bari l’hanno bocciata”. Il sindaco Pasquale Murgante peraltro aveva perorato la causa scrivendo al governatore per chiedere di “utilizzare diversamente” la mega struttura con 18 celle ormai abbandonata da diversi anni. 

Il "carcere" di Accadia
Il “carcere” di Accadia
Opg di Barcellona Pozzo di Gotto
Opg di Barcellona Pozzo di Gotto

Il risultato, dunque, potrà essere solo uno: “Verranno tutti presi in carico dai Centri di salute mentale – spiega Manfrini – e dalle Crap. Il problema però sorgerà dopo il periodo previsto dalla detenzione, quando bisognerà garantire a queste persone particolari un adeguato trattamento. Senza ulteriori risorse sarà davvero difficile…”. Per gli operatori, tuttavia, i problemi sorgeranno a monte, viste le difficoltà già esistenti per la carenza di personale dovuta al blocco del turnover e delle assunzioni nella sanità. A sollevare dubbi sulle procedure che verranno messe in campo per il trattamento dei pazienti che verranno trasferiti a breve, il professor Antonello Bellomo, responsabile del Spdc di Foggia (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura): “Non sarà semplice gestire il passaggio, soprattutto perché si tratta di persone alle quali deve essere garantita un’adeguata assistenza – afferma -. Già nel passato abbiamo avuto problemi nella gestione di alcune situazioni, che a volte andavano al di là delle nostre competenze, e per fortuna non abbiamo mai avuto il caso clamoroso capace di far scattare l’allarme. Ma è evidente che potranno esserci disagi se non cambierà l’organizzazione del sistema, alla luce dei ritardi nella realizzazione di nuove strutture capaci di ospitare queste persone”. Cosa si fa, infatti, quando non si riesce ad arginare l’aggressività di un paziente? Chi ha la responsabilità della custodia e quando devono intervenire le forze dell’ordine? A queste domande, finora, ha provato a rispondere il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo: “La sicurezza è affidata alla prefettura, con sorveglianza esterna o altri interventi. Ho dato il sangue, per chiudere gli Opg e togliere questa vergogna. Possiamo dire di esserci riusciti”.

Ma la sensazione di insicurezza nelle città che dovranno ospitare queste persone è alta, per questo ci sono state resistenze importanti (espresse anche dai Consigli comunali) persino nella realizzazione delle Rems. Per di più, secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Opg di Barcellona, Nunziante Rosania, il “70 per cento degli ospiti ha alle spalle un omicidio”. Non un bel biglietto da visita per le strutture – già in difficoltà nella gestione dell’ordinarietà dei pazienti già ospitati – che a Foggia dovranno accogliere queste persone, di cui il Ministero soltanto in queste settimane sta provvedendo ad elaborare delle schede precise. 

La gran parte dei pugliesi (65) pronti a rientrare a “casa” sono proprio a Barcellona. Senza Rems pronte ad ospitarli ed in attesa che scontino la propria pensa, con una nube oscura sul futuro e tanti dubbi sulle garanzie di sicurezza.

Tags: Antonello BellomoAttilio ManfriniBarcellona Pozzo di GottoFoggiaOpgPugliaRems
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