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Home - Marasco promette un’opposizione “pura” e senza superbia. Ma non molla sul ricorso: “Macroscopiche irregolarità alle elezioni”

Marasco promette un’opposizione “pura” e senza superbia. Ma non molla sul ricorso: “Macroscopiche irregolarità alle elezioni”

Di Paola Lucino
25 Luglio 2014
in Politica
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Il ricorso elettorale ha un duplice contenuto: il riconteggio delle schede ed eventualmente l’annullamento delle elezioni. Ma non è bastata una “semplice istanza” per l’acquisizione delle carte, si è dovuti passare alle vie legali per averne almeno una parte, finora incompleta. E’ questo lo stato dell’arte del ricorso al Tar illustrato dall’avvocato Salvatore Di Pardo, e prima da Augusto Marasco, nell’aula consiliare del comune di Foggia.

La prima seduta del consiglio si terrà il 30. Stamattina alcuni consiglieri di opposizione (almeno stando al risultato aggiudicato finora), segretari di partito, sostenitori, hanno riempito i banchi e qualcuno notava: “Il mio posto l’hanno già occupato”. Prove generali, in ogni caso, e sala affollata come nemmeno all’insediamento di Landella.  L’avvocato molisano che si sta occupando delle “macroscopiche irregolarità” emerse esaminando il risultato elettorale, ha anche constatato la difficoltà estrema di ottenere incartamenti a Foggia: “E’ una cosa sconcertante”. Sono state rilevate finora tante schede “nulle” per  “interpretazioni restrittive del voto”. Pare che il numero sia rilevante, uno scarto decisivo nel momento in cui pochi voti separano dalla vittoria e ancor più “schede nulle nel ballottaggio”. Due ricorsi dunque in atto, uno per avere le carte, l’altro per procedere al conteggio e indizione di nuove elezioni.

Augusto Marasco, in ogni caso, ha preannunciato un’opposizione “pura” con una serie di strategie da mettere in atto. Creazione di un coordinamento delle opposizioni (non giunta ombra o governo ombra) per non disperdere “energie e competenze”, prosecuzione tramite i social network dello slogan che ha accompagnato la sua campagna elettorale , ‘Foggia 2019’, filo continuo e diretto con gli elettori per “informarli” di tutto ciò che succede.

Il leader dell’opposizione si prepara alla battaglia, anche nel partito. E’ scattata come una molla, stamattina, la parte più combattiva dell’architetto sopita, almeno apparentemente, a un mese e mezzo dalla sconfitta elettorale: “Controlleremo atti e individueremo irregolarità”. Le recenti polemiche scoppiate nel Pd a margine della faccenda del salva-enti tra l’ex giunta e la segreteria del partito,  sono state l’occasione per chiarire altri punti di questa controversa storia elettorale. Si parte dalle primarie: “La corrente del risentimento ha contribuito a sfasciare”.

Salvi solo Lorenzo Frattarolo e Nino Abate, entrambi candidati alle elezioni comunali a prescindere dall’esito delle consultazioni primarie. I seguaci di Abate, ‘socialismo e democrazia’ hanno di recente inaugurato un circolo di Fi, altri sono passati a Sel, socialismo dauno ha fatto altre scelte dopo il patto non ratificato da Marasco, qualcuno si è schierato apertamente con Landella. L’architetto non rinnega nulla di quella decisione, anzi, rilancia: “Perché mi dovrei vergognare io e non Giulio Scapato per quello che ha fatto? questo fattore inquinante ci è stato rovesciato addosso come se fosse colpa nostra, noi andremo avanti valorizzando energie nuove”. Un taglio nettamente polito quello del discorso in aula consiliare, il Marasco “tecnico”, scelto come outsider alle primarie, ha lasciato ampio spazio alla nuova veste, politica e polemica: “Con Mongelli alle primarie c’era tutta la giunta”. Che gli è rimasta accanto anche dopo, “stando alla finestra”, come ha detto ieri nel colloquio con l’Immediato Angelo Colangione.

Non sono mancati gli strali alla nuova amministrazione anche in parallelo con le dure prese di posizione del 2009 quando, per un soffio, il centrodestra di Santaniello perse al ballottaggio: “Allora saltò il primo consiglio di insediamento ad opera della minoranza”. E fin qua, appunto, parallelismi. Ma l’architetto ha proseguito: “D’Emilio fece un ricorso contro Lucia Lambresa in consiglio nel 2004, e lo vinse. Oggi ha scalzato in altro modo un’altra donna dalla giunta”.

Di carne a cuocere il discorso di oggi ne ha messa parecchia, mentre la questione legale procede- in Molise per l’annullamento delle elezioni si impiegò un anno- si dovrà cominciare con l’attività di opposizione. “Rivendico relazioni nazionali e internazionali, una ricca agenda di programmi che sono stati esposti in questi giorni a Monte San Angelo, e nessuna superbia”.

Con Di Gioia, assessore nella giunta Vendola e altro fronte della minoranza, c’è  massima sintonia: “Fu lui a parlare di “settarismo” da cui derivava la sua candidatura. E’ vicino a Mario Mauro e Maurizio Lupi, un’altra cosa rispetto alla sinistra”.  

Tags: amministrative 2014Augusto MarascoFoggiaSalvatore Di Pardo
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