Alenia, Giordo conferma il dietrofront sulla manodopera straniera: “Presto spazio agli italiani”

L’amministratore delegato di Alena Aermacchi, Giuseppe Giordo, conferma l’anticipazione de l’Immediato: i lavoratori stranieri verranno sostituiti dagli italiani negli stabilimenti. In una nota diramata a seguito dell’incontro con i sindacati a Roma, infatti, l’azienda controllata da Finmeccanica dichiara: “Partirà a breve un progetto per creare un bacino di lavoratori italiani che andranno gradualmente a sostituire la manodopera straniera attualmente impiegata”.

L’amministratore delegato di Alena Aermacchi, Giuseppe Giordo, conferma l’anticipazione (LEGGI) de l’Immediato: i lavoratori stranieri verranno sostituiti dagli italiani negli stabilimenti. In una nota diramata a seguito dell’incontro con i sindacati a Roma, infatti, l’azienda controllata da Finmeccanica dichiara: “Partirà a breve un progetto per creare un bacino di lavoratori italiani che andranno gradualmente a sostituire la manodopera straniera attualmente impiegata”. Negli ultimi tempi sono state sollevate aspre polemiche per la decisione di ricorrere a personale di altri Paesi per far fronte ai “picchi” di produzione. Nel Tarantino, per esempio, i dipendenti hanno cominciato a non vedere di buon occhio i colleghi stranieri.

Per una ragione su tutte: si è passati da un turnover piuttosto frequente di stranieri (proveniente prevalentemente dalla Romania), ad una presenza stabile. Di qui la polemica: non sarebbe meglio far ricorso a lavoratori pugliesi in una terra falcidiata dalla disoccupazione, piuttosto che andare a pescare fuori? Quando nel 2012 arrivarono a Foggia 37 montatori aeronautici specializzati dalla Romania, il pensiero degli italiani fu immediato: “Tanto non sanno lavorare come noi…”. Non pensavano che, di lì a poco, la stessa cosa sarebbe accaduta a Venegono, in provincia di Varese, con una settantina di assunzioni e a Grottaglie, dove dall’inizio del 2014 ne sono stati assunti 100. Dall’azienda hanno dichiarato che si tratterebbe di “operai specializzati la cui ‘expertise’ non è facilmente reperibile in tempi stretti a Grottaglie o in Puglia”. Adesso, dopo il polverone, avrebbero cambiato ideaIl piano, però, è cambiato dopo il confronto con i sindacati.