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Home - Nello “scantinato” e con lo stipendio a babbo morto. All’Asl di Foggia butta male per i dipendenti ex Sepi

Nello “scantinato” e con lo stipendio a babbo morto. All’Asl di Foggia butta male per i dipendenti ex Sepi

Di Michele Iula
8 Maggio 2014
in Sanità & Salute
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“Ci hanno piazzati qui nello scantinato e per di più non ci pagano nemmeno regolarmente gli stipendi”. Non sembrano credere alla situazione paradossale i 14 lavoratori del servizio “informatizzazione” dell’Asl di Foggia, fino a qualche tempo fa alle dipendenze della Sepi di Canosa. “Ci pagano in ritardo – ammette un lavoratore -, e per di più anticipiamo anche le spese per gli spostamenti. Eppure ci dicono che l’Asl sta pagando regolarmente la società”. I sindacati, in questi giorni, hanno portato la questione al direttore generale Attilio Manfrini. Qualche tempo fa, qualcuno aveva pure pensato di organizzare uno sciopero, per via del luogo di lavoro. A Piazza della Libertà, infatti, sono stati collocati al “-1”, o “sottoscala”, come lo definiscono: proprio sotto ai colleghi del Cup (centro unico di prenotazioni), questi ultimi – quasi per una sorta di scherzo del destino – pagati regolarmente. Da una parte le scale, dall’altra una rampa come quelle d’ingresso ai garage che dà su Viale Colombo. “Non c’è nessun problema sulla localizzazione, è tutto a norma – spiega a l’Immediato l’ingegnere di Cerignola a capo dell’Asl -, è vero però che ci sono grandi ritardi e sofferenze nei pagamenti. La questione è molto complessa e riguarda il passaggio di consegne tra le società. Stiamo pagando regolarmente la società per il Cup, mentre per le altre competenze (informatizzazione e software), stiamo ancora lavorando”.

Sembra una vera e propria maledizione quella del succulento appalto dell’Azienda che ogni anno gestisce 1,2 miliardi di euro. Già a gennaio del 2011 cominciarono i primi problemi, con il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Foggia a segnalare l’assenza di una gara d’appalto nell’affidamento del servizio tra il 2007 ed il 2010. Venne ipotizzato un danno erariale di 9,2 milioni di euro. Allora, a capo dell’area tecnica c’era proprio Manfrini. Solo dopo le nuove direttive della Regione Puglia, è arrivata la spinta decisiva per la conclusione della gara d’appalto. A vincere, la Gpi – Gruppo per l’informatica, una società di Trento che opera nel campo dell’informatica sanitaria dal 1988, anno in cui è stata costituita. foto 1“Finalmente abbiamo messo fine ad un percorso non proprio lineare, con una gara d’appalto trasparente”, dichiarò immediatamente lo stesso Manfrini, prima di precisare che per i sei mesi successivi la Sepi avrebbe continuato ad “affiancare” la nuova società. Il tempo utile per permettere il radicamento della Spa che ha pochissime sedi nel Mezzogiorno (una in Calabria e una in Basilicata), con l’unica pugliese a Manfredonia. “Adesso avremo un ‘problema’ in più – ammise il dg – quello di adeguarci in poco più di un mese al nuovo sistema regionale (Edotto) e a quello di Gpi. Bisognerà lavorare sodo, ma almeno riusciremo a risolvere una questione importante per l’Asl unica, che per certi versi non è stata gestita al meglio”. In realtà, il “problema” delle previsioni è stato ampiamente amplificato dalla realtà. Le due concorrenti di gara – Sepi (sì, ancora la società di Canosa) e la Exprivia di Molfetta – hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale, puntando sulla determinazione dei punteggi di gara e, soprattutto, sulle procedure adottate. La questione non si è ancora chiusa. Ma gli effetti sono già ben visibili sui lavoratori.

 

Tags: Asl FoggiaAttilio ManfriniCerignolaEdottoExpriviaGpiGuardia di FinanzaInformatizzazioneManfredoniaPugliaSepi
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