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Home - Cane Lucky torturato, comune di Manfredonia parte civile contro l’agricoltore

Cane Lucky torturato, comune di Manfredonia parte civile contro l’agricoltore

Di redazione
19 Maggio 2014
in Cronaca
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Sull’incredibile vicenda del cane Lucky (Leggi), è intervenuto anche il comune di Manfredonia per dire basta al maltrattamento di animali.

“Ho dato mandato all’Ufficio Legale di analizzare con attenzione la vicenda e provvedere a costituire la nostra Città come parte civile nel processo che vedrà imputato l’agricoltore”, dice il sindaco.

Il comune sipontino cita il poeta romano Ovidio. Lui affermava che “la crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini”. Sarebbe quindi un errore considerare la violenza verso gli animali come un fenomeno isolato e da sottovalutare. Essa è piuttosto un aspetto di un fenomeno più ampio, che impone a ogni società civile un risanamento. Ricordiamo, altresì, che il maltrattamento e l’uccisione di animali nel nostro Paese è un reato perseguibile a norma del Codice Penale e l’articolo 544 bis recita: “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.

“Un atto di gratuita violenza, oltre che di ignobile inciviltà, perpetrato ai danni di un essere vivente indifeso e che lascia sgomenti. La nostra comunità rifugge qualsiasi atto di violenza perpetrato sia ai danni di persone che di animali – commenta il sindaco Riccardi – e lo fa esprimendo, nella stragrande maggioranza dei suoi abitanti, i valori tipici della nostra cultura, che sono quelli improntati al rispetto e alla pratica dei suoi più genuini valori di lealtà, tolleranza, ospitalità e rispetto verso i più deboli”.

Una premessa che non concede sconti all’autore del crudele gesto, un allevatore locale colto praticamente sul fatto lungo la strada che unisce Manfredonia a Zapponeta e grazie alla preziosa collaborazione di alcuni cittadini che hanno segnalato alle forze dell’ordine la scena raccapricciante a cui stavano assistendo.

Riccardi ha atteso qualche giorno per esprimere il proprio pensiero perché, nel frattempo, ha dato mandato all’Ufficio Legale del Comune di Manfredonia di analizzare con attenzione l’intera vicenda e provvedere a costituire la nostra Città come parte civile nel processo che vedrà imputato l’agricoltore.

La condanna del fatto e del suo selvaggio esecutore è dunque senza appello, ma c’è un altro aspetto delle vicenda sul quale il sindaco e l’intera Amministrazione vogliono porre l’accento: “Respingiamo con forza ogni tentativo di dipingere la comunità sipontina come un unicum violento e insensibile. Con ciò non si vogliono sottacere i gravi atti di intolleranza e violenza che talvolta succedono, frutto di comportamenti di minoranze esigue”.

“Ogni forma di crudeltà deve essere scoraggiata con qualunque tipo di deterrente, se la prospettiva di una comunità è quella di porre le basi per la costruzione di un autentico progresso civile da tramandare alle generazioni future. La nostra comunità ha sempre assunto su di sé le responsabilità che le sono proprie, facendo le dovute riflessioni. Cosa che non ha mancato di fare in questa occasione, consapevole del fatto che, anche se le responsabilità di fatti illeciti e violenti sono ascrivibili ai singoli, gli effetti coinvolgono tutta la cittadinanza. Nessuna attenuante, quindi, per il grave atto e massima fiducia nell’azione dell’autorità giudiziaria, ma altrettanta fermezza nel respingere offese che sarebbero gratuite se rivolte a tutta la comunità. Classifichiamo questi comportamenti – conclude il primo cittadino manfredoniano – per quello che sono: frutto di ignoranza e di intolleranza di alcuni singoli soggetti e non come un atteggiamento diffuso”.

Tags: Angelo RiccardiCane LuckyManfredoniaZapponeta
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