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Home - Pane di Altamura e colture Dop. Il Movimento 5 Stelle a Nardoni: “Tutelarle con Piani di sviluppo rurale”

Pane di Altamura e colture Dop. Il Movimento 5 Stelle a Nardoni: “Tutelarle con Piani di sviluppo rurale”

Di redazione
2 Luglio 2014
in Agricoltura
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È di qualche settimana fa l’allarme, lanciato dal Presidente del Parco nazionale dell’Alta Murgia Cesare Veronico e da Legambiente, sulla possibile scomparsa delle coltivazioni di simeto, appulo, arcangelo e duilio, ovvero le quattro varietà autoctone di grano duro che hanno permesso al pane di Altamura, unico in Italia, di ottenere il marchio Dop. Una cultura agroalimentare da difendere e sostenere e che, da pugliesi, non possiamo certo permetterci di perdere. Ancor di più se pensiamo che a rischio estinzione sarebbero anche il cece nero di Cassano delle Murge, la lenticchia gigante di Altamura, il cece rosso di Gravina di Puglia, la cicerchia dell’Alta Murgia; colture tradizionali che rendono speciale la nostra terra, meta turistica non solo per le sue bellezze artistiche, naturali e paesaggistiche ma anche per la sua storia a tavola.

“In Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ci siamo battuti per l’approvazione di una risoluzione sul cosiddetto ‘pacchetto sementi’ in discussione presso le competenti Istituzioni europee – spiega il deputato Giuseppe Labbate in una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni -. Tra i risultati ottenuti segnaliamo: la possibilità del libero scambio delle sementi tra gli agricoltori e la loro non brevettabilità a tutela della biodiversità; la promozione, in ambito europeo, di una normativa sementiera che rivolga una particolare attenzione alle sementi tradizionali e che individui le opportune azioni di sostegno per gli agricoltori custodi, anche in considerazione del ruolo da essi svolto nella conservazione e produzione della biodiversità agricola; l’operatività delle disposizioni applicative per la commercializzazione delle sementi delle “varietà da conservazione”, al fine di salvaguardare e promuovere la biodiversità vegetale”.

“Il Governo deve fare la sua parte, ma anche la Puglia – chiosa la senatrice Daniela Donno -, l’amministrazione regionale e la collettività pugliese di cui siamo orgogliosi di far parte, possono e devono compiere quelle scelte necessarie affinché il patrimonio gastronomico non sparisca dal territorio. Occorre una indispensabile opera di recupero e conservazione al fine di mantenere la diversità dei sapori che è alla base del ‘made in Italy’ alimentare e ridare spazio alle varietà autoctone, come sottolineato e richiesto da Legambiente e dal Parco dell’Alta Murgia. È per questo che, a nome del Movimento 5 Stelle, chiediamo di mettere in campo tutte le risorse necessarie a sostenere progetti che vadano in questa direzione, a cominciare dalle misure del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Ci aspettiamo che esso contenga le misure idonee a promuovere ed incentivare la conservazione delle sementi autoctone e antiche necessarie alla produzione di quello che può essere considerato il vero simbolo della Puglia sulle tavole del mondo: il Pane di Altamura a marchio DOP”.

“Sono note purtroppo le criticità che, soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese, caratterizzano la gestione dei fondi europei – concludono -, ed è indispensabile quindi, ancorché la nostra Regione vanti un indubbio primato per quanto riguarda la qualità e quantità della spesa, che essa faccia ogni possibile sforzo per programmare interventi efficaci e rispondenti ai fabbisogni degli operatori dell’agroalimentare locale. Per quanto detto, siamo a disposizione per partecipare ai prossimi tavoli per la predisposizione del Programma di Sviluppo Rurale”.

 

Tags: Alta Murgiacece rossocicerchiaDaniela DonnoFabrizio NardoniGravinaLenticchia giganteMovimento 5 StellePane altamuraPuglia
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