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Home - Processo Corona e Dirty Bomb, non si ferma l’associazione Capitano Ultimo. “Ci costituiamo parte civile”

Processo Corona e Dirty Bomb, non si ferma l’associazione Capitano Ultimo. “Ci costituiamo parte civile”

Di redazione
30 Luglio 2014
in Cronaca
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Prosegue l’impegno dell’associazione antiracket Capitano Ultimo che dopo essersi costituita parte civile nel processo Corona ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo Dirty Bomb, che vede imputati 10 persone per tentata estorsione ai danni di diversi imprenditori locali, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivo in luogo pubblico, attentati dinamitardi, furti di automezzi, favoreggiamento, ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti.

“Il cammino di sensibilizzazione fino ad oggi adottato – spiegano dall’associazione -, ha prodotto notevoli passi avanti nel contrasto all’omertà organizzata grazie alla fattiva collaborazione dei cittadini e delle forze dell’ordine. È stata dura in tutti i sensi acquisire fiducia, ma ad oggi possiamo ritenerci soddisfatti del nostro operato a dispetto di chi inizialmente aveva delle perplessità a riguardo”.

L’associazione antiracket, che sin dalla nascita si autofinanzia, intende costituirsi parte civile a tutti i processi contro le estorsioni ai danni di cittadini e di imprenditori locali, dai semplici cavalli di ritorno alle estorsioni. “È nostra premura ribadirlo sempre per non dare adito a fraintendimenti – continuano dall’associazione – che siamo uomini liberi, nessuno ci ha assemblato e presentato alla comunità. Abbiamo costituito l’associazione spinti dal senso civico che ci contraddistingue nell’aiuto al prossimo senza riserve, non a caso siamo la prima Associazione Antiracket in Italia a portare il nome del Capitano Ultimo simbolo di legalità, nonché la prima in Italia ad essere presieduta da un ex Carabiniere e la prima che al suo interno collaborano uniti senza distinzione di giubba degli operatori di polizia”. Dall’associazione incoraggiano i cittadini a denunciare e nell’avere fiducia nelle istituzioni e a porre fiducia nelle forze dell’ordine.E speriamo che, nei prossimi giorni. il vento del cambiamento soffi anche nella cittadina di Lucera. “Noi dell’associazione – concludono dall’associazione – siamo dei sognatori in cui crediamo nella nostra convinzione di poter cambiare qualcosa che fino ad oggi ha messo in ginocchio il nostro territorio, pronti, nostro malgrado a poter rialzarci scuotendo le nostre coscienze, producendo uno tzunami di legalità e sarà quel giorno che potremo gioire di aver conquistato la vera libertà sociale”.

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