Tra gli elementi emersi nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari sulla cosiddetta “lupara bianca” di Francesco Libergolis, detto “Faccia di Pecora”, ucciso nel 2011 vi è anche un chiarimento che riguarda la posizione di Raffaele “Lele” Russo.
In un primo momento, il collaboratore di giustizia Antonio Quitadamo aveva indicato, tra i presunti partecipanti all’omicidio, anche un uomo identificato come “Lele” di Manfredonia, successivamente ricondotto a Raffaele Russo. Tuttavia, questa circostanza non ha trovato alcun riscontro investigativo.
Determinante, infatti, è risultata la successiva ricostruzione fornita dall’altro collaboratore di giustizia Francesco Notarangelo, detto “Natale”, il quale, nel confronto davanti ai magistrati della DDA, ha dichiarato di non ricordare la presenza di Russo, smentendo di fatto quanto riferito da Quitadamo.
Alla luce di tale mancanza di conferme, Raffaele Russo è stato ritenuto estraneo alla vicenda. Il suo nome non compare tra gli indagati, né risulta destinatario di misure cautelari o di altri provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta.
Si tratta di un elemento importante, che delimita con chiarezza la posizione di Russo rispetto ai fatti oggetto dell’indagine, confermando la sua totale estraneità al procedimento.












