Dopo giorni di silenzio e mentre continua a tenere banco la vicenda giudiziaria che coinvolge l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, interviene pubblicamente il suo ex marito, Alessandro Corso, finito al centro dell’attenzione mediatica dopo l’emergere di dettagli relativi ai rapporti familiari tra i due. L’imprenditore respinge con decisione le accuse che negli ultimi giorni sono tornate al centro del dibattito pubblico e rivendica il proprio comportamento sia nei confronti dell’ex moglie sia dei figli.
“Non sono mai stato violento con mia moglie e non ho mai fatto venir meno il sostegno ai miei figli”, afferma Corso, che ha affidato le proprie dichiarazioni a un’intervista pubblicata dal quotidiano la Repubblica.
La vicenda giudiziaria
Il nome dell’imprenditore compare indirettamente nell’inchiesta per concussione che vede indagati l’assessora regionale Starace, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e il dirigente comunale Vincenzo Ragno. Secondo l’ipotesi investigativa, al centro della vicenda vi sarebbe la revoca di una concessione demaniale intestata a Corso, successivamente restituita dopo la regolarizzazione delle contestazioni mosse dagli uffici comunali. Parallelamente, l’imprenditore è imputato in un diverso procedimento che riguarda presunti maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex coniuge.
“Nessuna responsabilità accertata”
Corso sottolinea come, negli anni successivi alla separazione, siano stati prodotti documenti e certificazioni che, a suo dire, non hanno mai portato all’adozione di misure cautelari né a un accertamento definitivo di responsabilità. “Negli anni successivi alla crisi coniugale sono stati prodotti certificati e documenti che oggi vengono riproposti nell’opinione pubblica. Tuttavia non hanno mai determinato misure cautelari né accertamenti definitivi di responsabilità nei miei confronti”, afferma. L’imprenditore contesta inoltre l’interpretazione di alcuni referti medici che sarebbero stati utilizzati nell’ambito della vicenda giudiziaria.
Le spiegazioni sui messaggi inviati all’ex moglie
Tra gli elementi finiti all’attenzione dell’opinione pubblica ci sono anche alcuni messaggi di scuse inviati a Starace e acquisiti agli atti del procedimento. Secondo Corso, quelle comunicazioni non possono essere interpretate come ammissioni delle accuse contestate.
“Devono essere letti nel contesto emotivo in cui furono scritti: un periodo di forte sofferenza personale, nel quale il mio obiettivo era solo ed esclusivamente evitare la rottura definitiva della famiglia”, spiega. Per l’imprenditore si tratterebbe quindi di espressioni maturate durante una fase particolarmente difficile della separazione e non di un riconoscimento delle contestazioni mosse nei suoi confronti.
“Le vicende private non vengano strumentalizzate”
Corso collega il ritorno d’attualità della vicenda familiare all’inchiesta che coinvolge l’assessora regionale. “Mai avrei immaginato che, per giustificare un avviso di garanzia riguardante fatti di natura pubblica, la mia ex moglie avrebbe scelto di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su vicende strettamente personali e familiari”, dichiara. L’imprenditore chiede quindi che il dibattito resti concentrato sugli aspetti oggetto dell’indagine e non sulle questioni private che riguardano la fine del matrimonio.
“Ho sempre mantenuto i miei figli”
Infine Corso respinge le accuse relative a presunte inadempienze economiche nei confronti dei figli. “È assolutamente falso affermare che io non abbia provveduto al mantenimento dei miei figli. Nel corso degli anni ho sempre adempiuto ai miei doveri di padre, garantendo il sostegno economico e contribuendo costantemente alle loro esigenze, come risulta dalla documentazione in mio possesso”, conclude. La vicenda resta ora all’attenzione della magistratura, mentre sul piano politico continua il confronto sulle conseguenze dell’inchiesta che coinvolge l’assessora regionale.













