Una proposta bipartisan per contrastare il fenomeno dei cambi di schieramento all’interno del Consiglio regionale pugliese. È quella presentata dai consiglieri regionali Domenico De Santis del Partito Democratico e Luigi Caroli di Fratelli d’Italia, sottoscritta anche da numerosi esponenti della maggioranza e dell’opposizione.
L’obiettivo è modificare il Regolamento del Consiglio regionale introducendo nuove regole per i consiglieri che decidono di abbandonare il gruppo con cui sono stati eletti per aderire a una coalizione politica opposta.
La proposta contro il trasformismo
L’iniziativa interviene sugli articoli 5 e 9 del Regolamento del Consiglio regionale e punta a preservare gli equilibri politici determinati dal voto degli elettori.
Nel dettaglio, vicepresidenti e segretari dell’Ufficio di Presidenza che dovessero aderire a un gruppo appartenente a una coalizione diversa da quella di elezione potrebbero essere sottoposti a una mozione di decadenza da votare in aula.
Analoga previsione riguarda i componenti degli uffici di presidenza delle commissioni consiliari, la cui eventuale decadenza sarebbe invece votata all’interno delle stesse commissioni.
Nessun automatismo, decide il Consiglio
Secondo i promotori della riforma, il provvedimento non introduce automatismi ma affida la decisione finale all’assemblea elettiva.
La decadenza dagli incarichi istituzionali sarebbe infatti il risultato di una scelta politica consapevole da parte del Consiglio regionale e non una conseguenza automatica del cambio di gruppo.
Il modello individuato è quello già adottato in Parlamento e non coinvolge la figura del presidente del Consiglio regionale.
Quando scatterebbe la decadenza
La proposta distingue tra chi cambia gruppo restando all’interno della stessa coalizione e chi invece passa allo schieramento opposto.
Nel primo caso non sarebbe prevista alcuna conseguenza, poiché l’equilibrio politico uscito dalle urne resterebbe sostanzialmente invariato.
Diverso il caso del passaggio da una coalizione all’altra. Secondo i firmatari, questa scelta altera la rappresentanza politica determinata dal voto e rende necessaria una verifica della fiducia da parte dell’aula o della commissione competente.
De Santis: “Lo Statuto non si tocca”
“Siamo convinti che su questi temi le regole si cambino tutti insieme e senza strappi”, spiega Domenico De Santis.
Il consigliere del Partito Democratico sottolinea come il confronto con Fratelli d’Italia abbia portato a una soluzione condivisa che interviene sul Regolamento e non sullo Statuto regionale.
“Lo Statuto regionale è come se fosse la nostra carta costituzionale, non si tocca. Non è quella la collocazione di questa riforma e su questo abbiamo trovato l’intesa con FdI”, afferma.
Caroli: “Chi cambia casacca perda incarichi e indennità”
Sulla stessa linea Luigi Caroli, che evidenzia la necessità di regole più chiare contro il trasformismo politico.
“Per contrastare il trasformismo in Consiglio regionale le regole devono essere chiare e chi cambia casacca, pur mantenendo il seggio, deve perdere incarichi e indennità che ne conseguano”, dichiara il consigliere di Fratelli d’Italia.
Caroli sottolinea inoltre il valore politico dell’accordo raggiunto tra maggioranza e opposizione su una materia considerata particolarmente delicata.
“Insieme al Partito Democratico abbiamo trovato piena intesa sia sui principi sia sul tipo di modifica, superando una iniziale divergenza tecnica su come intervenire e convenendo sulla modifica del Regolamento”.
Una riforma condivisa
La proposta rappresenta uno dei rari casi di convergenza trasversale tra centrosinistra e centrodestra su un tema che riguarda direttamente il funzionamento delle istituzioni regionali.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore trasparenza nei confronti degli elettori e, allo stesso tempo, assicurare stabilità agli organi del Consiglio regionale, evitando che i cambi di schieramento possano alterare gli equilibri politici determinati dal voto.









