Il gruppo CON interviene sul ritrovamento degli ambienti ipogei e dei reperti archeologici emersi all’interno dell’ex Distretto Militare di via Fuiani, a Foggia, nell’ambito dei lavori previsti per la realizzazione del nuovo Polo Museale “Umberto Giordano” e dello Studentato Adisu.
Un progetto strategico per la città che, complessivamente, vale circa 27 milioni di euro tra fondi destinati alle strutture universitarie, al polo museale e agli interventi di rigenerazione dell’intero complesso.
“Come gruppo CON siamo stati tra i principali sostenitori del percorso che ha portato alla firma dell’accordo e allo sblocco dei 20 milioni di euro per lo studentato universitario”, dichiarano il segretario cittadino De Rosa, Rizzi, componente della Commissione Cultura del Comune di Foggia, Ciruolo, presidente della Commissione Bilancio, e il capogruppo e consigliere provinciale Achille Capozzi. “Abbiamo sempre creduto che quell’immobile potesse diventare un simbolo di rinascita urbana, culturale e universitaria per la città”.
La richiesta di un ruolo centrale per l’Università
Secondo il gruppo CON, le recenti scoperte archeologiche impongono ora una nuova fase di approfondimento, caratterizzata da rigore scientifico e da un forte legame con le competenze presenti sul territorio.
“Il ritrovamento degli ambienti ipogei riconducibili all’antico convento francescano e dei reperti ossei impone un approccio serio, scientifico e profondamente legato alle eccellenze del territorio”, afferma De Rosa. “Per questo riteniamo fondamentale che l’Università di Foggia, e in particolare l’Area di Archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici, diventi partner attivo e strutturale dell’intero percorso di indagine, studio e valorizzazione”.
Il movimento evidenzia come l’Area di Archeologia dell’Ateneo foggiano rappresenti una delle realtà scientifiche più qualificate della Capitanata, grazie alle attività di ricerca sviluppate a livello nazionale e internazionale, ai laboratori specializzati e alle numerose campagne di studio condotte negli anni.
“Valorizzare le professionalità presenti in città”
Per Rizzi sarebbe un errore non coinvolgere le competenze già presenti sul territorio.
“Abbiamo la fortuna di avere in città competenze vere, studiosi, ricercatori, specializzandi e studenti che lavorano quotidianamente proprio su questi temi”, sottolinea. “Sarebbe incomprensibile non valorizzare queste professionalità proprio in un progetto che riguarda la storia più profonda della nostra città”.
Una posizione condivisa anche da Ciruolo, secondo il quale l’intervento non può limitarsi agli aspetti edilizi.
“Questa non deve essere soltanto un’operazione edilizia o urbanistica, ma una grande operazione culturale e identitaria. Rigenerare significa anche recuperare memoria, ricostruire legami e trasformare il patrimonio storico in occasione di crescita civile e turistica”.
Un modello tra cultura, università e ricerca
Per Achille Capozzi il recupero dell’ex Distretto Militare può rappresentare un esempio virtuoso di integrazione tra funzioni diverse ma complementari.
“L’ex Distretto Militare può diventare un modello virtuoso di integrazione tra università, cultura, diritto allo studio e valorizzazione storica. Studentato, museo, ricerca archeologica e spazi pubblici possono convivere e rafforzarsi a vicenda, creando un nuovo cuore pulsante per la città”.
Il gruppo CON chiede pertanto che, nelle prossime fasi di approfondimento richieste dalla Soprintendenza, venga formalmente coinvolta l’Università di Foggia attraverso l’Area di Archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici, affinché il lavoro di indagine e recupero possa trasformarsi anche in un’opportunità di ricerca, formazione e crescita per l’intero territorio.
“Foggia deve imparare a credere di più nelle proprie eccellenze”, conclude De Rosa. “E quando la città scopre un pezzo della propria storia, il primo dovere è far sì che quella storia venga studiata, custodita e raccontata anche da chi questa terra la vive, la conosce e la ama ogni giorno”.











