Con le 14 famiglie di Via Einaudi a Foggia. Il consigliere di opposizione, Giuseppe Mainiero con una conferenza stampa nel pianerottolo dello stabile ad uso commerciale, frutto di una compensazione urbanistica per dell’edilizia contrattata in zona e che fu convertito poi al primo piano per alloggiare i nuclei familiari dell’emergenza abitativa, ha illustrato i disagi dei residenti foggiani e tutte le mancanze amministrative sul fronte dell’assegnazione di case popolari e di nuove realizzazioni.
Da anni i cittadini, tutti con minori o disabili a carico, sistemati in quelle soluzioni, oggi anche inagibili, lamentano umidità, perdite di acqua, condizioni fortemente insalubri.
“Siamo dentro il luogo del degrado, per mostrare le condizioni di fatiscenza degli immobili e per illustrare gli atti che documentano gravi inadempimenti del Comune di Foggia, perdita di finanziamenti e occasioni abitative mancate. La casa è dignità. Quando un’amministrazione perde tempo, risorse e opportunità, a pagare sono sempre i cittadini più fragili”, ha osservato Mainiero accusando l’amministrazione Episcopo di attardarsi in verifiche e in eventi culturali estemporanei.
La mappa di Mainiero è particolareggiata. Persi i 56 alloggi derivanti dal Pinqua al Candelaro, dove si è persa anche l’occasione di riqualificare e abbattere la baraccopoli. Mancano all’appello le 32 case del consorzio coop casa al Rione Biccari per lungaggini del servizio avvocatura.
Non si conclude neppure l’iter Arca previsto in Via Lucera, dove l’ente regionale con l’allora presidente Pascarella ha acquistato, nell’ambito della procedura fallimentare n.24/2018 pendente presso il Tribunale di Foggia, tramite l’Asta n. 7016, un terreno edificabile, con accesso posto lungo via Lucera, per una superficie catastale complessiva di circa 73182 mq, di cui circa 27198 mq edificabili (116.14,25 mc), ove è consentita la realizzazione di nuove costruzioni di edilizia residenziale e commerciale. L’area è inserita in un programma urbanistico denominato “Cittadella Ecologica Santa Maria”.
Quelle case avrebbero dovuto alloggiare gli abitanti nei “containers” di Campo degli Ulivi e di via San Severo dove il Comune ha censito la presenza di 84 nuclei famigliari (di cui 34 in zona Campo degli Ulivi e 50 in via San Severo); gli abitanti nei “containers” di Borgo Arpinova pari a 9 nuclei famigliari, gli abitanti in via Rodi Garganico pari a 11 nuclei famigliari oggetto di provvedimento di sgombero per motivi attinenti alla sicurezza statica dello stabile e per i quali il TAR ha condizionato l’esecutività del provvedimento al reperimento di alloggio alternativo. E ancora gli abitanti in via Borgo Mezzanone circa 23 nuclei famigliari, chi del Distretto Militare è rimasto senza casa.
Sul terreno potrebbero essere edificati 150 appartamenti di edilizia residenziale pubblica e/o edilizia residenziale sociale. Ma la necessaria delibera comunale non è mai stata approvata dalla maggioranza. Anzi, l’argomento non è mai arrivato neppure in consiglio comunale.
I residenti di Via Einaudi sono stanchi. “Viviamo in case fradice e umide, ogni giorno dobbiamo lavare i muri con la candeggina. Qualcuno è già morto dentro, per malattie respiratorie”, dice Annamaria.








