Riprende il confronto tra parte agricola e industria conserviera nel Bacino Centro-Sud del pomodoro dopo le tensioni e le difficoltà che avevano caratterizzato la campagna di trasformazione 2025.
L’occasione è stata un incontro tenutosi a Foggia tra Anicav, l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, e la quasi totalità delle Organizzazioni dei produttori, che hanno accolto l’invito dell’associazione industriale aprendo una nuova fase di dialogo all’interno della filiera.
Confermato l’impianto contrattuale degli ultimi anni
Nel corso del confronto, le parti hanno preso atto della necessità di confermare l’impianto contrattuale adottato nel 2024 e nel 2025, impegnandosi ad aprire subito dopo la conclusione della prossima campagna di trasformazione un tavolo di lavoro permanente per affrontare le criticità emerse e individuare soluzioni condivise per il futuro del comparto.
L’obiettivo dichiarato è migliorare le condizioni economiche e operative della filiera del pomodoro nel Centro-Sud, territorio strategico per la produzione nazionale.
Resta aperto il nodo del prezzo
Ancora distante, però, l’intesa sul prezzo medio di riferimento per la campagna 2026.
La parte agricola punta infatti a confermare le quotazioni dello scorso anno, mentre Anicav ritiene che il prezzo debba essere agganciato a quello del Nord Italia, pur riconoscendo la necessità di prevedere una maggiorazione specifica per le peculiarità produttive del Centro-Sud.
Un nodo centrale per migliaia di aziende agricole e industrie di trasformazione che operano tra Puglia, Campania, Molise e Basilicata.
Serafini: “Serve un’intesa per evitare rischi”
Soddisfazione per la ripresa del dialogo è stata espressa dal presidente di Anicav Marco Serafini, che ha definito “un rischio troppo grande” l’ipotesi di avviare la prossima campagna senza un accordo quadro e senza un prezzo di riferimento certo.
Nonostante le distanze ancora esistenti sul piano economico, l’auspicio dell’associazione industriale è quello di superare le tensioni registrate negli ultimi mesi e arrivare a un’intesa capace di garantire stabilità, certezze e programmazione all’intera filiera del pomodoro.












