La Regione Puglia accelera sul riuso delle acque reflue depurate e punta forte sul territorio foggiano. Sono infatti due i progetti strategici candidati in Capitanata al fondo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica destinato alla depurazione e al riutilizzo delle acque affinate.
La giunta regionale ha approvato oggi la proposta nell’ambito del decreto ministeriale del 24 dicembre 2025 che assegna alla Puglia oltre 4,3 milioni di euro.
Il progetto prioritario nel comprensorio del Fortore
Tra gli interventi ritenuti prioritari dalla Regione c’è il progetto di riuso dei reflui trattati per l’agglomerato di Foggia nel comprensorio irriguo del Fortore.
L’opera, proposta dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata, ha un valore di circa 2,5 milioni di euro e punta ad aumentare la disponibilità di acqua affinata destinata all’utilizzo agricolo.
Un intervento ritenuto strategico soprattutto alla luce delle sempre più frequenti emergenze idriche che colpiscono il comparto agricolo della provincia di Foggia.
Interventi anche sul depuratore di Foggia
La seconda candidatura riguarda direttamente il depuratore del capoluogo dauno.
Il progetto, presentato da Acquedotto Pugliese, prevede un investimento di altri 2,5 milioni di euro finalizzati all’ottimizzazione del processo depurativo e alla realizzazione di una nuova stazione di filtrazione.
L’obiettivo è migliorare ulteriormente la qualità delle acque depurate e incrementarne il possibile riutilizzo.
Gli altri progetti in Puglia
Complessivamente la Regione ha candidato quattro interventi per un valore totale superiore agli 11 milioni di euro.
Oltre ai due progetti foggiani, gli altri riguardano:
- il depuratore di Ostuni, con un investimento da 3,7 milioni di euro per la realizzazione di una rete irrigua e sistemi di controllo qualità;
- il territorio di Castellaneta, dove è previsto un intervento analogo da 2,5 milioni.
La strategia della Regione
Secondo quanto spiegato dalla Regione Puglia, la scelta è stata quella di candidare un numero più ampio di opere già progettate e immediatamente cantierabili, così da poter intercettare eventuali ulteriori risorse ministeriali.
L’obiettivo è accelerare gli interventi per il recupero e il riuso delle acque reflue depurate, tema considerato sempre più centrale per affrontare la crisi idrica e sostenere il comparto agricolo pugliese.













