Il Tar Puglia ha annullato la delibera con cui la Regione aveva approvato il piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2025/2026 in provincia di Foggia, accogliendo il ricorso presentato dalla Provincia contro una serie di accorpamenti e modifiche decise dalla Giunta regionale.
La sentenza, pronunciata dalla Seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale, riguarda il provvedimento voluto dagli assessori Raffaele Piemontese e Sebastiano Leo con cui la Regione Puglia aveva ridefinito l’assetto di diversi istituti scolastici del territorio foggiano, intervenendo anche sulla programmazione dell’offerta formativa per il triennio 2025-2028.
Il ricorso della Provincia di Foggia
Secondo la Provincia di Foggia, la Regione avrebbe modificato unilateralmente le decisioni elaborate durante il procedimento partecipato, alterando le proposte condivise sul dimensionamento scolastico provinciale.
Nel ricorso veniva contestato soprattutto il mancato coinvolgimento dell’ente provinciale nelle scelte finali adottate dalla Regione, che aveva introdotto modifiche attraverso emendamenti approvati direttamente in Giunta.
Tra le decisioni finite al centro della controversia figuravano fusioni tra istituti scolastici, accorpamenti di plessi, mantenimento dell’attuale assetto di alcune scuole e attivazione di nuovi indirizzi di studio in diversi comuni della Capitanata, tra cui Foggia, Vieste, San Giovanni Rotondo, Cagnano Varano, Peschici e Vico del Gargano.
Il Tar: “Leso il principio di leale collaborazione”
I giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il ricorso della Provincia, evidenziando che la Regione, pur avendo competenza nell’approvazione finale del piano scolastico, non poteva modificare le proposte provinciali senza garantire un adeguato contraddittorio procedimentale.
Nella sentenza il Tar richiama il principio di “leale collaborazione” tra enti pubblici, sottolineando che eventuali modifiche regionali avrebbero dovuto essere motivate e discusse con la Provincia.
Secondo il collegio, la delibera regionale sarebbe risultata anche carente sotto il profilo motivazionale, poiché le modifiche introdotte sarebbero state giustificate con formule generiche senza spiegare concretamente le ragioni delle scelte.
Il caso Vieste e l’istituto “Mattei”
Uno dei punti più discussi riguardava la fusione tra l’Istituto “Fazzini-Giuliani” e l’Istituto alberghiero “Enrico Mattei” di Vieste.
La Provincia aveva contestato duramente l’accorpamento, sostenendo che il “Mattei” rappresenti un istituto storico e altamente specializzato nel settore alberghiero, con una forte identità legata anche ai servizi convittuali. Secondo il ricorso, la fusione avrebbe rischiato di snaturarne il ruolo e l’autonomia.
Il Tar ha condiviso le criticità evidenziate dalla Provincia, parlando di possibile violazione dei principi di buon andamento, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Annullata la delibera regionale
Alla fine il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso e annullato la delibera della Giunta regionale pugliese.
Secondo i giudici, la Regione dovrà ora riaprire il confronto procedimentale con la Provincia di Foggia per ridefinire l’assetto della rete scolastica e dell’offerta formativa sul territorio provinciale.
Le spese processuali sono state compensate tra le parti.











