La svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Apricena del 20 giugno 2017 arriva con due nuovi nomi emersi durante la conferenza stampa della maxi operazione antimafia eseguita questa mattina tra Foggia e il Gargano. Dopo gli arresti già eseguiti nei confronti di Francesco Scirpoli e Pietro La Torre, gli investigatori hanno arrestato anche Matteo Lombardi, detto “a carpnese”, e Luigi Ferro, conosciuto come “Gino di Brancia”.
Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Lombardi avrebbe partecipato materialmente all’agguato costato la vita a Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, insieme a Scirpoli e La Torre. Ferro, invece, avrebbe avuto il ruolo di autista del gruppo armato.
I nomi emersi durante la conferenza stampa
I dettagli sono stati illustrati dagli investigatori nel corso della conferenza stampa sull’operazione antimafia coordinata dalla Dda di Bari e dalla Procura di Foggia, come raccontato questa mattina dal quotidiano l’Immediato.
L’arresto di Lombardi rappresenta uno sviluppo particolarmente significativo nell’inchiesta. Il presunto componente del commando è infatti già detenuto al 41 bis, ergastolano per l’omicidio di Giuseppe Silvestri e recentemente condannato in primo grado a 24 anni di reclusione nel processo “Omnia Nostra”, una delle principali inchieste sulla mafia garganica.
L’obiettivo: il controllo della droga nell’Alto Tavoliere
Per gli investigatori, il duplice omicidio maturò all’interno della guerra per il controllo del traffico di stupefacenti nell’Alto Tavoliere. L’obiettivo del gruppo criminale sarebbe stato quello di eliminare esponenti riconducibili al clan Di Summa-Ferrelli per conquistare il predominio sulle piazze di spaccio della zona.
L’agguato di Apricena viene considerato uno degli episodi più rilevanti nella lunga scia di sangue che ha attraversato il territorio foggiano negli anni della contrapposizione tra clan rivali.
La maxi operazione antimafia
Gli arresti di questa mattina si inseriscono nel più ampio blitz antimafia che ha portato all’esecuzione di ventuno misure cautelari tra Foggia e il Gargano.
L’operazione, condotta dalla squadra mobile di Foggia con il supporto della Sisco di Bari e il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, riguarda diversi filoni investigativi tra estorsioni aggravate dal metodo mafioso, omicidi e tentati omicidi riconducibili alle batterie della mafia foggiana.
Parallelamente, nel corso del blitz è stato fermato anche il 43enne di Manfredonia Giuseppe Robustella, ritenuto dagli investigatori il presunto autore dell’omicidio di Stefano Bruno e del tentato omicidio di Saverio Bruno e Pasquale Bruno, avvenuti a Foggia il 29 aprile scorso.












