Il caldo estremo e il cronico sovraffollamento stanno rendendo sempre più difficili le condizioni di vita e di lavoro all’interno delle carceri pugliesi. A lanciare l’allarme è il SAPPE, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che parla di una vera e propria “tortura” per detenuti e agenti, chiedendo un intervento immediato del Governo.
Secondo Federico Pilagatti, segretario del SAPPE, la situazione negli istituti di pena è diventata insostenibile, soprattutto in Puglia, dove il tasso di sovraffollamento raggiunge il 175%, con punte del 220% nelle carceri di Foggia e Taranto.
Pilagatti spiega che la struttura stessa degli edifici penitenziari aggrava gli effetti delle alte temperature. “Il cemento con cui sono costruite la quasi totalità delle carceri italiane accumula il calore durante il giorno e lo rilascia lentamente la sera e la notte, impedendo il raffreddamento delle celle e dei reparti, trasformati in forni con punte fino a 15 gradi in più”, denuncia il sindacalista.
Una condizione che, secondo il SAPPE, impedisce il riposo notturno e rende invivibili le celle, già sovraffollate, così come gli ambienti nei quali opera il personale della polizia penitenziaria.
Il sindacato richiama quanto avvenuto a Firenze, dove la magistratura ha disposto il sequestro di sette sezioni detentive giudicate fatiscenti, costringendo il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria a chiuderle. Per Pilagatti servono “risposte concrete”, ricordando che il Governo, all’inizio della legislatura, aveva promesso particolare attenzione alle problematiche del sistema penitenziario. Secondo il SAPPE, invece, il sovraffollamento continua ad aumentare a livello nazionale, attestandosi al 135%, mentre la Puglia resta la regione con la situazione più critica.
Alla denuncia del SAPPE si aggiunge quella di Aldo Di Giacomo, vicesegretario generale della Fsa-Cnpp-Spp, che punta l’attenzione sulla casa circondariale di Lecce. Di Giacomo parla di una “gravissima e strutturale carenza di organico”, accompagnata da una gestione interna che, a suo dire, sarebbe priva di un’adeguata pianificazione e del rispetto della dignità dei lavoratori.
Il sindacalista sostiene che il personale sia ormai esausto e chiede un’ispezione urgente da parte del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria per verificare il rispetto delle norme sull’orario di lavoro e sulla sicurezza nei luoghi di servizio.









