È morto nelle scorse ore, all’età di 77 anni, presso Casa Sollievo della Sofferenza, Andrea Clemente, figura il cui nome compare negli atti giudiziari legati alla faida garganica. Clemente era cognato di Ciccillo e Pasquale Li Bergolis, elemento che nel tempo ha contribuito a rendere ancora più delicato e controverso il suo ruolo in alcuni episodi chiave della guerra tra clan.
Il ferimento di Raffaele Primosa e i sospetti
Il riferimento è a quanto accaduto il 25 agosto 1982, quando il boss Raffaele Primosa venne catturato al termine di un conflitto a fuoco con la polizia, durante il quale riportò gravissime lesioni cerebrali che lo lasciarono paralizzato.
Secondo quanto riportato nella sentenza numero 2650 del 2000 del Tribunale di Foggia, la presenza di Andrea Clemente tra gli agenti coinvolti nell’operazione – unita al suo legame familiare con i Li Bergolis – alimentò nei componenti della famiglia Primosa-Alfieri il convincimento che quel ferimento non fosse stato affatto accidentale. Un sospetto che contribuì ad accendere ulteriormente lo scontro tra i due gruppi.
La faida tra Li Bergolis e Primosa
La contrapposizione tra i clan Li Bergolis e quello dei Primosa-Alfieri rappresenta una delle pagine più violente della storia criminale del Gargano. Nata tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, la faida si è sviluppata nel tempo trasformandosi in una guerra per il controllo del territorio e dei traffici illeciti.
Omicidi, vendette incrociate e regolamenti di conti hanno segnato intere generazioni, con una lunga scia di sangue che ha coinvolto non solo affiliati diretti ma anche familiari e persone ritenute vicine ai clan. I Primosa, di fatto sconfitti dopo una guerra interminabile, vennero praticamente azzerati, raggiunti anche al nord, dove si erano rifugiati, e uccisi brutalmente.
L’omicidio del figlio Leonardo
La storia della famiglia Clemente è tornata tragicamente alla cronaca il 30 giugno 2010, quando Leonardo Clemente, figlio di Andrea, fu ucciso a Manfredonia. Il giovane venne raggiunto da colpi di fucile calibro 12 esplosi da due uomini armati nei pressi del “Bar dello Sport”, locale gestito dalla vittima.
Leonardo Clemente era figlio della sorella di Ciccillo e cugino di Franco, Armando e Matteo Li Bergolis, tutti detenuti al 41 bis. L’omicidio fu inquadrato dagli investigatori nel contesto della faida, come uno degli episodi di una lunga catena di violenze.
Una figura dentro una stagione di sangue
La morte di Andrea Clemente riporta alla memoria una fase storica segnata da sospetti, alleanze familiari e vendette, in cui anche un’operazione di polizia poteva essere letta come parte di un conflitto più ampio.
Una vicenda che attraversa oltre quarant’anni di storia del Gargano e che continua a rappresentare uno dei capitoli più complessi e drammatici della criminalità organizzata in Capitanata.













