È scontro aperto sulla sanità pugliese dopo la revisione dei preconsuntivi 2025. A sollevare il caso è il segretario provinciale della FIALS Foggia Achille Capozzi, che parla senza mezzi termini di dati “che non tornano” e chiede trasparenza immediata alla Regione.
Nel mirino del sindacato c’è soprattutto il confronto tra le aziende sanitarie: da una parte la ASL Bari, dall’altra la ASL Foggia.
“Un miracolo contabile a Bari”
Secondo quanto evidenziato dalla FIALS, la ASL Bari sarebbe passata in poche settimane da un passivo di circa 210 milioni di euro a un attivo di oltre 97mila euro. Un cambio di scenario definito “un vero e proprio miracolo finanziario”.
“Apprendiamo con stupore questi dati – attacca Capozzi – mentre l’intero sistema sanitario pugliese continua a registrare perdite per centinaia di milioni”.
Foggia maglia nera
Di tutt’altro segno la situazione in Capitanata. La ASL Foggia continua a registrare un disavanzo superiore ai 78 milioni di euro, a cui si sommano i quasi 30 milioni di perdita del Policlinico Riuniti.
Numeri che, secondo il sindacato, rischiano di avere conseguenze pesanti su servizi e personale.
Il rischio di tagli e servizi ridotti
La preoccupazione è che il riequilibrio dei conti regionali possa tradursi in misure drastiche proprio nei territori più fragili.
Tra gli scenari ipotizzati dalla FIALS ci sono la chiusura o l’accorpamento di reparti, il blocco del turnover e un ulteriore aggravio per i cittadini, anche sul fronte fiscale.
In particolare, viene segnalata la situazione critica dei pronto soccorso della provincia, dove spesso si registrano turni coperti da appena due o tre medici.
“Due pesi e due misure”
Il nodo centrale resta quello delle differenze tra territori. “Com’è possibile che i conti siano cambiati così drasticamente solo per Bari?” si chiede Capozzi, sollecitando chiarimenti sulle eventuali manovre tecniche o revisioni che avrebbero consentito di azzerare il deficit nel capoluogo.
La richiesta alla Regione
L’appello è rivolto direttamente al presidente della Regione e all’assessorato alla Sanità, chiamati a fornire spiegazioni dettagliate.
“Non accetteremo che il riequilibrio dei conti avvenga sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti di Foggia”, conclude Capozzi, chiedendo criteri chiari e uguali per tutti.
Una presa di posizione che riaccende il dibattito sulla sanità pugliese e apre un nuovo fronte politico tra numeri, servizi e diritti dei cittadini.











