A oltre due settimane dall’omicidio di Dino Carta, emergono nuovi dettagli investigativi che potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire quanto accaduto la sera del 13 aprile a Foggia.
Al centro dell’attenzione c’è un video che sta circolando e che mostra una giovane donna su via Caracciolo, proprio nei momenti immediatamente successivi agli spari. La ragazza, con un telefono in mano, arriva dalla zona dell’omicidio, ma non è chiaro se si sia effettivamente accorta della scena. Un elemento che però la rende una possibile testimone chiave.
Il video: almeno due persone sulla scena
Nelle stesse immagini si vede anche il passaggio di uno scooter. Questo dettaglio porta gli investigatori a ritenere che i testimoni possano essere almeno due: la giovane donna e la persona in sella al mezzo.
Non solo. Negli stessi istanti, un’auto transita davanti alla telecamera di via Pisacane, quella che ha registrato l’audio sospetto su cui è stata già effettuata una perizia fonica. Anche l’automobilista potrebbe aver visto o sentito qualcosa di utile alle indagini.
La fuga e il percorso del killer
La ricostruzione della fuga si arricchisce di ulteriori elementi. Un passante avrebbe infatti notato un uomo, ritenuto sospetto, allontanarsi a bordo di una bici elettrica imboccando via D’Azeglio, per poi far perdere le proprie tracce.
Proprio tra via Caracciolo e via D’Azeglio il killer avrebbe perso il caricatore della pistola, un reperto considerato fondamentale per l’identificazione dell’arma e dell’autore del delitto.
Lunedì gli accertamenti del RIS
Su quel caricatore e sugli altri reperti si concentreranno ora le nuove analisi. Lunedì 4 maggio i carabinieri del RIS di Roma effettueranno ulteriori accertamenti tecnici, nel tentativo di estrarre elementi utili all’inchiesta.
Indagini aperte, nessun indagato
Al momento non ci sono indagati ufficiali, ma gli investigatori continuano a lavorare su più fronti, tra immagini di videosorveglianza, analisi balistiche e ricostruzione dei movimenti nelle fasi immediatamente successive all’agguato. Quella del 2023 riguardante il 39enne caduto dal palazzo dove abitava Dino resterebbe la pista privilegiata.
Un delitto che continua a scuotere la città, mentre Foggia resta in attesa di risposte e ogni dettaglio – anche il più piccolo – potrebbe rivelarsi decisivo.









