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Home - Dino Carta, il giallo del caricatore: la verità può passare dal RIS. Analisi su possibili impronte

Dino Carta, il giallo del caricatore: la verità può passare dal RIS. Analisi su possibili impronte

Accertamenti appena iniziati, presente anche il generale Garofano. La pista del 2023 resta l'unico filo concreto, ma non si tralasciano altre ipotesi

Di Francesco Pesante
22 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia
Dino Carta

Dino Carta

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Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile a Foggia. Proprio nella giornata di ieri sono ufficialmente partite le analisi del RIS di Roma sui reperti recuperati sulla scena del delitto, in particolare sui bossoli e sul caricatore della pistola perso dal killer durante la fuga. Presenti anche l’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia dello sportivo e il generale Luciano Garofano, volto noto della tv, nominato consulente dai parenti di Carta.

Accertamenti del RIS, ma servirà tempo

Gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche stanno eseguendo esami balistici e genetici per verificare la presenza di impronte o tracce biologiche utili all’identificazione dell’assassino.

Al momento, però, è ancora prematuro stabilire se dagli accertamenti emergeranno elementi decisivi: per avere risposte concrete serviranno ancora giorni di lavoro.

Il caricatore, rinvenuto a pochi passi dal luogo dell’agguato, resta uno degli elementi più importanti dell’inchiesta e potrebbe rappresentare la chiave per arrivare all’autore del delitto.

La pista del 2023 resta la più concreta

Sul fronte investigativo, la pista ritenuta più solida resta quella che porta a un 39enne foggiano morto nel 2023. Un filone già emerso nei giorni scorsi e che continua a essere approfondito dagli inquirenti.

In questo contesto, sono finiti sotto la lente anche alcuni messaggi social pubblicati da familiari dell’uomo, ritenuti dagli investigatori ambigui e meritevoli di ulteriori verifiche.

Si tratta, allo stato, dell’unico appiglio concreto su cui si sta concentrando l’attività investigativa, anche se gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Non escluse altre ipotesi

Nonostante la centralità di questa pista, non vengono escluse altre ipotesi. I carabinieri e la Procura di Foggia continuano infatti a lavorare a 360 gradi, verificando ogni possibile scenario.

Al momento, tuttavia, non emergono elementi specifici su eventuali piste alternative, segno di un’indagine ancora in fase delicata.

Videosorveglianza e audio al vaglio

Proseguono parallelamente anche gli accertamenti sui filmati di videosorveglianza, che avrebbero ripreso una persona con il volto coperto allontanarsi in bicicletta subito dopo gli spari.

Sotto esame anche le tracce audio registrate da una telecamera della zona, nelle quali si sentirebbe un litigio avvenuto poco prima del delitto. Approfondimenti su alcune frasi come quella che potrebbe aver pronunciato l’assassino: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo”, detta poco prima dei quattro colpi alle spalle della vittima.

Domani i funerali

Intanto la città si prepara a dare l’ultimo saluto a Dino Carta. I funerali si terranno domani alle ore 10 nella chiesa del Santissimo Salvatore.

La famiglia ha chiesto espressamente di non inviare fiori, ma di lasciare offerte in beneficenza in chiesa, trasformando così il dolore in un gesto di solidarietà.

Resta ancora senza un movente chiaro un omicidio che continua a scuotere la comunità foggiana, mentre le indagini cercano una svolta decisiva.

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Tags: carabiniericronacaDino CartaFoggiafuneraliindaginiinvestigazioniOmicidioRIS Roma
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