Un silenzio carico di dolore, rotto solo dalla presenza composta di chi non ha voluto mancare. Nelle scorse ore, decine di cittadini si sono ritrovati sotto l’abitazione di Annibale “Dino” Carta, il 42enne ucciso a colpi di pistola a Foggia, per una veglia spontanea di ricordo e raccoglimento.
Il quartiere si ferma per Dino
In via Caracciolo, luogo della tragedia, amici, conoscenti e residenti del quartiere si sono riuniti per esprimere vicinanza alla famiglia e rendere omaggio a Dino, così come era conosciuto da tutti.
Un momento semplice, senza clamore, ma profondamente sentito, in cui la comunità ha scelto di esserci, condividendo il dolore per una perdita che ha colpito tutti.
Una città sgomenta
La veglia ha trasformato il luogo dell’omicidio in uno spazio di memoria collettiva. Un gesto spontaneo che racconta meglio di ogni parola lo sgomento di Foggia davanti a una vicenda ancora senza spiegazioni.
Una comunità che si stringe attorno ai familiari, cercando conforto nel silenzio e nella presenza, mentre resta forte il bisogno di verità.
“Senza parole davanti a questa violenza”
“Stavo in canonica, non ho compreso subito quello che fosse successo – le parole di don Filippo Tardio, parroco di San Giuseppe Artigiano, la chiesa del quartiere -. La notizia mi ha sconvolto, non ho ancora avuto il coraggio di andare dalla famiglia. Mi è tornata in mente l’uccisione di Giovanna Traiano davanti alla chiesa dove ero parroco anni fa. Quando c’è di mezzo la violenza non va bene, è qualcosa che mi prende dentro e mi lascia senza parole. Dino lo incontravo occasionalmente, ma ho visto sempre una persona perbene, a modo, a cui piaceva scherzare. Ho ricavato l’impressione che fosse una bravissima persona”.








