Il sistema sanitario pugliese regge sul piano della qualità dei servizi, ma paga un pesante squilibrio economico legato al calo della popolazione. È l’analisi dell’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, intervenuto a margine di un incontro promosso dalla Cisl.
Il nodo delle risorse
“Il disequilibrio economico-finanziario è frutto del depopolamento della Puglia, che vale da solo 250 milioni nel riparto del fondo sanitario”, ha spiegato Pentassuglia. Un dato che incide direttamente sulle risorse assegnate alla Regione: meno residenti significa meno fondi rispetto ad altri territori.
Qualità dei servizi e lavoro degli operatori
L’assessore ha però rivendicato lo stato di salute del sistema sanitario pugliese, definendolo “buono” in relazione alle performance e alla qualità del lavoro degli operatori. “Si parla solo dei conti e non dei risultati raggiunti”, ha sottolineato, evidenziando come la Puglia si distingua rispetto ad altre Regioni.
Un problema nazionale
Secondo Pentassuglia, la questione non riguarda solo la Puglia ma ha una dimensione più ampia. “Altre Regioni hanno aumentato le tasse e, pur avendo più risorse, hanno comunque chiuso con disavanzi”, ha osservato. Da qui la necessità di affrontare il tema a livello nazionale: “È un problema strutturale e lavoreremo con le altre Regioni per confrontarci con il Governo e trovare soluzioni concrete”.
Verso un confronto con il Governo
L’obiettivo, ha concluso l’assessore, è portare all’attenzione dell’esecutivo centrale le criticità del sistema sanitario, legate non solo alla gestione interna ma anche ai criteri di riparto delle risorse. Un confronto che si annuncia decisivo per il futuro della sanità regionale.












