La stazione ferroviaria di Foggia è diventata il simbolo di un Paese spezzato in due. Centinaia di passeggeri bloccati, viaggi interrotti e un’incertezza che potrebbe durare a lungo: la frana di Petacciato, in Molise, continua a paralizzare i collegamenti lungo l’Adriatico.
Dopo il maltempo dei giorni scorsi, il principale corridoio tra la Puglia e il Centro-Nord resta interrotto sia su gomma che su rotaia, con pesanti ripercussioni sulla mobilità.
Foggia stazione centrale dell’emergenza
Sono circa 200 i passeggeri rimasti bloccati per ore nella stazione di Foggia, costretti a rientrare dopo l’interruzione dei treni a Termoli o a rinunciare al viaggio. Tra loro lavoratori, studenti e turisti che non sanno come rientrare.
C’è chi deve tornare al lavoro al Nord, chi ha perso coincidenze e chi valuta percorsi alternativi ormai saturi, come la linea per Roma. In stazione, volontari e operatori stanno fornendo assistenza e ristoro ai viaggiatori in attesa.
Autostrada chiusa e traffico paralizzato
La situazione non è migliore su strada. L’autostrada A14 resta chiusa in più tratti tra Poggio Imperiale, Vasto e Termoli, con code fino a 13 chilometri in direzione nord e fino a 6 chilometri verso sud.
Il crollo del ponte sul Trigno ha reso impraticabile anche la statale 16 Adriatica, mentre i percorsi alternativi lungo la Trignina e l’entroterra risultano lunghi e congestionati.
Una frana enorme e difficile da gestire
Il fenomeno franoso di Petacciato è tra i più estesi d’Europa: interessa una superficie di circa 4 chilometri quadrati e un fronte lungo due chilometri. Un dissesto noto da oltre un secolo, ma riattivato con forza dalle recenti piogge.
“Ci troviamo di fronte a una situazione che di fatto divide il Paese in due. La priorità è fronteggiare l’emergenza”, ha dichiarato il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, dopo il sopralluogo con il sindaco Antonio Di Pardo e l’assessore Michele Marone.
Tempi lunghi per il ripristino
Le prospettive non sono rassicuranti. “Se pensiamo a un ripristino in 5-7 giorni siamo fuori strada”, ha spiegato il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. “Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. I tempi saranno molto lunghi, settimane se non mesi”.
Un quadro che rende difficile programmare interventi immediati su infrastrutture così strategiche.
Istituzioni al lavoro, convocato il tavolo al Mit
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini segue l’evoluzione della situazione e ha convocato per domani una riunione al ministero con i vertici di Anas, Rfi e Autostrade, oltre al presidente della Regione Molise.
Nel frattempo, anche il presidente pugliese Antonio Decaro è in contatto con la protezione civile nazionale per individuare soluzioni rapide e ridurre i disagi.
Un’emergenza che ridisegna i collegamenti
Con autostrada e ferrovia bloccate, l’unica alternativa per le lunghe percorrenze resta la dorsale tirrenica tra A1 e A16, con tempi di viaggio sensibilmente più lunghi.
Intanto Foggia continua a essere il punto di raccolta e smistamento di un’emergenza che coinvolge migliaia di persone, in attesa di capire quando sarà possibile tornare alla normalità.








