Un attacco frontale all’amministrazione comunale sulla gestione della Consulta ambientale e delle politiche sul verde pubblico. A firmarlo è il comitato cittadino “La Società Civile”, che rompe il silenzio dopo l’approvazione del regolamento, denunciando uno scarto profondo tra le promesse iniziali e la realtà dei fatti.
“Un’occasione mancata”
Secondo il comitato, la Consulta avrebbe dovuto rappresentare un cambio di passo nel rapporto tra istituzioni e cittadini, diventando uno spazio aperto al confronto e alla partecipazione.
“È rimasta ferma per oltre due anni”, si legge nel comunicato, con un regolamento che nel tempo sarebbe stato “progressivamente snaturato”, trasformando uno strumento civico in una struttura di controllo politico.
La gestione del verde nel mirino
Nel documento viene criticata anche la gestione del verde urbano, definita in continuità con pratiche del passato. Si parla di “abbattimenti indiscriminati, potature invasive, capitozzature e interventi fuori norma”, già segnalati dal comitato fin dall’insediamento della nuova amministrazione.
Critiche che, secondo quanto riferito, sarebbero state respinte, con i membri del comitato etichettati come “detrattori”.
Il nodo dei contratti e della partecipazione
Il comitato sottolinea come l’avvio della Consulta sia arrivato solo dopo la firma dei nuovi contratti per la gestione del verde, predisposti senza il coinvolgimento delle realtà civiche.
Un elemento ritenuto significativo, che rafforzerebbe l’idea di una partecipazione limitata e marginale. Il regolamento approvato, infatti, “svuota di significato” il ruolo dei soggetti non politici.
“La politica non accetta il confronto”
Nel comunicato emerge anche una critica diretta all’attuale gestione del settore ambiente, accusata di aver assunto una posizione di chiusura proprio verso quel mondo civico da cui proviene.
“Certa cattiva politica, anche quando si definisce nuova, sembra non tollerare interferenze e preferire simboli più che sostanza”, si legge.
“Non bastano annunci, servono atti”
Il giudizio finale è netto. La Consulta viene definita “la più classica foglia di fico”, un organismo che non avrebbe prodotto il cambiamento atteso.
Il comitato non esclude che eventuali dimissioni possano aprire uno spiraglio, ma ribadisce che ciò che serve sono “scelte, non annunci”.
Un messaggio che si chiude con una citazione di Jeff Buckley: “La tempesta ha strappato il riparo dell’illusione”, a sottolineare come, secondo i firmatari, sia ormai evidente la distanza tra aspettative e realtà.









