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Home - Appalti truccati e tangenti tra lusso e favori: chiesto il processo per 14 nella Bat

Appalti truccati e tangenti tra lusso e favori: chiesto il processo per 14 nella Bat

Dalle aragoste alle auto, passando per consulenze fittizie e lavori pubblici pilotati: al centro l’ex dirigente Gianferrini e il sistema attorno alla discarica Cobema

Di Redazione
27 Marzo 2026
in Bat, Cronaca, Immediato TV
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Denaro, regali di ogni tipo, favori personali e persino pesce fresco per le cene. Sarebbe questo il sistema che, secondo la Procura di Trani, avrebbe condizionato l’assegnazione di appalti pubblici nella provincia Bat. Un meccanismo ricostruito da magistrati e Guardia di Finanza nell’operazione del 2024 denominata “Mercimonio” che ora porta alla richiesta di processo per 14 persone e quattro società, accusate a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, falso, truffa aggravata e reati edilizi.

Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, al centro dell’inchiesta c’è un presunto sistema corruttivo radicato negli uffici pubblici, con dirigenti e funzionari – molti dei quali oggi dimissionari o licenziati – accusati di aver pilotato gare e affidamenti in cambio di utilità personali.

Il sistema e i favori in cambio di appalti

Secondo l’accusa, gli appalti sarebbero stati affidati a imprese “amiche” in cambio di benefici di ogni genere: soldi, consulenze professionali, ma anche beni materiali come pneumatici, prosciutti, casse d’acqua minerale e prodotti di lusso come aragoste da 300 euro, ostriche imperiali e ricci di mare.

Tra gli episodi più emblematici, anche l’acquisto di una Mercedes al prezzo simbolico di 1.500 euro, oltre a prestazioni sanitarie gratuite e interventi di manutenzione per le auto di famiglia.

Il ruolo di Gianferrini e della famiglia

Figura centrale dell’inchiesta è Francesco Gianferrini, 66 anni di Canosa, ex dirigente della Provincia Bat e del Comune di Trani. Insieme alla moglie Leda Damiani e al figlio Joseph Gianferrini, avrebbe costruito un sistema per ottenere denaro e vantaggi dalle imprese.

Tra le contestazioni, anche uno stratagemma legato a un falso preliminare di vendita: l’imprenditore Riccardo Galentino, interessato all’acquisto del mattatoio di Terlizzi, avrebbe versato una caparra per una villa mai acquistata. Un altro imprenditore, Paolo Misuriello, avrebbe invece garantito una serie di favori personali.

A Gianferrini è contestata anche la ricettazione di beni culturali, dopo il ritrovamento nella sua abitazione di statuette e coppe provenienti da scavi clandestini.

La discarica Cobema e i lavori sotto accusa

Il cuore dell’indagine riguarda i lavori per la messa in sicurezza della discarica Cobema di Canosa, per un valore di circa 3 milioni di euro. Secondo la procura, l’appalto sarebbe stato affidato all’imprenditore Franco Robertazzi in cambio di consulenze fittizie al figlio di Gianferrini.

Contestata anche la falsificazione dei certificati di collaudo dei lavori, che coinvolgerebbe lo stesso Misuriello e Giorgio Bellomo. Ulteriori irregolarità riguarderebbero interventi analoghi sulla discarica “Puro Vecchio” di Trani.

Indagini, sequestri e denaro negli uffici

Già nel luglio 2024 il gip Domenico Zeno aveva disposto 14 misure cautelari – poi in parte revocate – e sequestri per oltre un milione di euro, su richiesta dei pm Francesco Tosto e Ubaldo Leo, coordinati dal procuratore Renato Nitti.

Le perquisizioni della guardia di finanza avevano portato alla scoperta di somme in contanti custodite direttamente nelle scrivanie di alcuni dipendenti pubblici.

Posizioni stralciate e altri filoni

Alcune posizioni sono state stralciate e trasferite ad altri procedimenti, tra cui quella dell’ex dirigente Vincenzo Guerra e della moglie Regina Ricciardi, oltre agli ingegneri Gianluca Intini e Antonello Lattarulo.

In particolare, Guerra è accusato di aver affidato incarichi con modalità irregolari, ricevendo in cambio – in un episodio – ben 20 prosciutti.

Udienza preliminare e parti offese

L’udienza preliminare è fissata per il 19 giugno davanti al gup Marina Chiddo. Tra le parti offese figurano la Regione Puglia, le Province di Brindisi e Bat, diversi ministeri e i Comuni interessati dagli appalti sotto inchiesta.

Gli interventi contestati spaziano dai lavori nei bagni di una scuola di Andria alla messa in sicurezza di un viadotto sulla Ruvo-Corato, fino al trattamento fitosanitario degli alberi in una piazza di Trani.

Una vicenda complessa che, come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, rischia di aprire uno squarcio profondo sulla gestione degli appalti pubblici nel territorio.

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Tags: appaltiBatcorruzionediscarica CobemaGianferriniGiustiziainchiestaPugliatrani
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