Numeri stratosferici di affluenza e determinazione a Foggia città. 35.360 votanti contro 23.378, il No alla Riforma Nordio batte il Sì con più di 20 punti percentuali di distacco, 60,20% contro 39,80%.
Sono pochissimi i Comuni della Capitanata dove vince il Sì e tra questi ci sono Peschici e Poggio Imperiale.
Il fronte del campo largo progressista, con la Cgil in testa, i magistrati della procura impegnati e schierati e i vari comitati hanno calamitato una partecipazione larghissima nel capoluogo. Contro la riforma e contro la premier Giorgia Meloni. Si brinda a Piazza Giordano.
“Sono ampiamente soddisfatto del risultato e della mobilitazione popolare che ha coinvolto decine di migliaia di persone anche qui in provincia di Foggia – ha detto Mario Nobile tra i promotori del Comitato per il No -. È un risultato straordinario che deriva dalla forza che il Comitato Società Civile per il No e il Comitato È giusto dire No hanno messo in questa campagna elettorale. Appena due mesi fa il risultato sembrava impossibile e invece abbiamo mobilitato in tutti i paesi della provincia di Foggia dove abbiamo organizzato iniziative tutte le persone che hanno ritenuto sbagliata questa riforma nel merito e hanno bocciato il progetto politico, è una sconfitta del governo e una vittoria popolare”.
C’è ora da ricostruire un campo per le prossime politiche. “La cittadinanza ha votato su un quesito referendario e sarà adesso responsabilità delle forze politiche e delle forze sociali provare a ricompattare un fronte per fare in modo questa vittoria sia soltanto prodromica di una sconfitta delle destre alle prossime elezioni politiche”.
Entusiasta anche l’assessore regionale Raffaele Piemontese. “Foggia città ha risposto benissimo, credo che sia un messaggio nazionale molto chiaro, ha votato il 60 per cento del corpo elettorale italiano, hanno votato tanti cittadini e hanno detto No ad un certo modo di governare in maniera verticistica provando a far passare una riforma portata in Parlamento senza consentire un minimo di discussione”.
È quasi scontato per lui che la segretaria dem corra diritta ora verso la candidatura a premier del campo largo progressista. Con o senza Primarie.
“Io credo che Elly Schlein abbia fatto un lavoro straordinario, sia stata coraggiosa a schierarsi e a schierare il Pd per la battaglia per il No, non era scontato e non era semplice e credo sia la prima vincitrice del referendum. Io penso che una leader come lei possa assolutamente affrontare la guida di un campo largo che può dare una prospettiva nuova all’Italia”.
“Eravamo convinti che questo referendum fosse ovviamente del tutto sbagliato – è stato il commento del segretario provinciale della Cgil Gianni Palma -, abbiamo risvegliato i tanti italiani che sono andati a votare, crediamo che sia indispensabile che il governo debba ora confrontarsi con le parti sociali e i corpi intermedi. Abbiamo tenuto tantissime assemblee nei luoghi di lavoro e anche fuori, spiegando le ragioni del No e i danni che questa pseudo riforma della magistratura avrebbe provocato nel mondo del lavoro, ossia l’idea di non essere più giudicati da un giudice imparziale ma da un giudice soggetto al potere politico di turno. È importante che il mondo del lavoro, fatto sopratutto oggi di precarietà, di schiavitù anche e della mancanza dei diritti più fondamentali, abbia risposto abbattendo la legge Nordio e richiedendo giustizia, diritti e libertà”.









